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"Gli spari e le urla dei bambini nella scuola": terrore a Liegi

Mattia Roma, studente universitario di Ormelle, studia e vive nella città belga: stava studiando con una compagna di corso. Il drammatico episodio è avvenuto a pochi passi dal suo appartamento

LIEGI "Erano le 10 del mattino, ero a casa e stavo studiando per gli esami: avevo le finestre aperte perchè qui in questi giorni fa caldissimo. Sento dei botti, non avevo subito realizzato che fossero in realtà degli spari". Comincia così il terribile racconto di Mattia Roma, studente 24enne, trevigiano di Ormelle, testimone diretto del sanguinoso episodio avvenuto nella mattinata di oggi, martedì, a Liegi. Il giovane vive nella città belga dal settembre del 2017, da quando ha cominciato gli studi per completare la sua laurea magistrale. In casa, al terzo piano di un palazzo che si trova nel cuore del centro di Liegi, non è solo: c'è un'amica e coinquilina, di Colfosco di Susegana, Ilaria De Nardi che sta trascorrendo un periodo di studi a Liegi nell'ambito del progetto Erasmus.

"Quando mi sono affacciato -racconta Mattia- ho visto questo ragazzo con una o due pistole in mano che stava sparando lungo la via. Due ragazzi sono riusciti a scappare. Lui è entrato in un bar e si sentivano delle urla, poi è entrato nella scuola elementare; si sentivano i bambini che urlavano. L'attentatore, appena entrato, ha preso in ostaggio una signora. Ho visto due poliziotte a terra, uccise e poi un altro ragazzo morto in un'auto".

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"E' stata una scena traumatizzante -ci dice il giovane, molto scosso- si sono sentiti venti colpi di pistola: è stato quando i poliziotti hanno fatto fuori l'attentatore. E' stato terribile, mi ha colpito molto. Per un bel pò non abbiamo potuto uscire, c'era la polizia sotto a casa. Abbiamo subito contattato i famigliari per rassicurarli. Purtroppo abbiamo visto tutto: poco dopo i poliziotti, vedendomi, mi hanno urlato, dicendo di tornare in casa e di non affacciarsi".

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