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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca

Lista Falciani: respinto ricorso di due contribuenti

Respingendo il ricorso presentato da due contrbuenti, la Commissione Tributaria di Treviso ha dichiarato di fatto utilizzabile la lista Falciani per individuare gli evasori fiscali

Sono accusati di aver esportato illegalmente all'estero 360mila euro l'uno e circa 2 milioni di euro l'altro due contribuenti ai quali la Commissione Tributaria provinciale di Treviso ha dato torto nel loro ricorso.

Ii due erano stati individuati grazie ai nomi contenuti nella cosiddetta Lista Falciani, l'elenco di presunti evasori fiscali fornito alle autorità francesi da Hervé Falciani, ex dipendente della divisione svizzera della banca Hsbc, e poi trasferito alle Procure italiane.

La Commissione Tributaria di Treviso - ha reso noto la direzione dell'Agenzia delle Entrate del Veneto - con due distinte sentenze ha rigettato il ricorso presentato dei due contribuenti residenti nella Marca contro gli avvisi di accertamento emessi dalla Direzione Provinciale delle Entrate. Precedenti sentenze avevano invece stabilito l'inutilizzabilità dei dati della lista Falciani, a causa del metodo di acquisizione non conforme alle norme.

La Commissione Tributaria di Treviso ha considerato pienamente legittima l'acquisizione dei dati, giudicandola "conseguente ad una rituale richiesta all'Amministrazione fiscale francese, inoltrata attraverso i canali di collaborazione informativa internazionale nel pieno rispetto delle procedure e dei trattati". In particolare l'acquisizione è avvenuta nell'ambito della collaborazione informativa internazionale prevista dalle direttive europee e dalla convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra Italia e Francia.

La Commissione ha inoltre affermato che le categorie proprie del processo penale, secondo cui elementi probatori acquisiti in violazione dei divieti stabiliti dalla legge sono inutilizzabili dal punto di vista processuale, non possano essere pedissequamente trasposte nel giudizio tributario. Infatti, da un lato non vi è alcun diritto del contribuente italiano alla segretezza di un conto bancario estero non dichiarato, dall'altro l'acquisizione dei dati non sarebbe avvenuta in violazione di norme italiane, tantomeno ad opera dell'Amministrazione fiscale italiana.

A Treviso erano complessivamente una settantina i contribuenti con posisizioni sospette emesse dalla famosa lista. (ANSA)

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