Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Dipendenti in nero e tre tonnellate di rifiuti in azienda, blitz della Guardia di Finanza

Denunciato dalle fiamme gialle di Castelfranco Veneto un imprenditore cinese, titolare di un'azienda tessile di Loria. Nel capannone cavi elettrici scoperti, pendenti sopra le postazioni dei lavoratori mentre l’unica uscita di emergenza era sbarrata da scarti di produzione e materiali vari

Il blitz dei finanzieri

Al lavoro erano presenti tre operai cinesi, tutti in nero, e la sede della ditta non aveva i requisiti minimi di sicurezza, con numerosi cavi elettrici scoperti, pendenti sopra le postazioni dei lavoratori, e l’unica uscita di emergenza era sbarrata da scarti di produzione e materiali vari, parte di un cumulo complessivo di rifiuti di oltre tre tonnellate. A portare alla luce l'ennesimo laboratorio cinese irregolare sono stati, nei giorni scorsi, i finanzieri della Tenenza di Castelfranco Veneto che bsono intervenuti, con ispettori della Direzione Regionale INPS/Ispettorato Nazionale del Lavoro, in un’azienda tessile di Loria, gestita da un cittadino cinese.

L'ispezione ha permesso di rilevare che, nonostante il formale adempimento degli obblighi previsti dal Testo Unico in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e dalla normativa antincendio, il locale era sprovvisto dei requisiti minimi richiesti. Nel corso degli accertamenti, poi, le Fiamme Gialle hanno scoperto, all’interno del locale, nello scantinato e in un container posto nel piazzale antistante all’edificio, circa 3 tonnellate di rifiuti speciali (scarti della lavorazione tessile, apparecchiature elettriche ed elettroniche, stoccati ovunque, anche nei pressi delle postazioni di lavoro dei dipendenti), per i quali il titolare della ditta non è stato in grado di esibire alcuna documentazione relativa alla conservazione e al corretto smaltimento. I rifiuti speciali, infatti, devono essere trattati e smaltiti secondo le modalità previste dal Testo Unico Ambientale, avvalendosi di imprese specializzate. È possibile, per le aziende, detenere quantità di rifiuti presso i propri locali, entro limiti tassativamente previsti dalla legge, annotando le quantità e la tipologia di rifiuti prodotti nei registri di carico e scarico e suddividendoli per classi omogenee.

Alla luce delle violazioni riscontrate, i finanzieri hanno sequestrato il locale di circa 700 mq., lo scantinato, il container, i rifiuti e tutto il materiale rinvenuto (54 macchinari industriali e annessi banchi da lavoro, capi semilavorati e materiali vari per la lavorazione tessile), denunciando l’imprenditore cinese alla Procura della Repubblica di Treviso per il reato di illecita gestione di rifiuti e per le violazioni al Testo Unico per la sicurezza sul lavoro, mentre i funzionari dell’INPS/INL hanno contestato le violazioni in materia di lavoro nero.

"L’intervento della Guardia di Finanza di Treviso -si legge in una nota del comando provinciale- testimonia ancora una volta l’impegno profuso in questo delicato settore,a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, per colpire, nella loro globalità, quei fenomeni che costituiscono ostacolo alla realizzazione di un mercato concorrenziale, a beneficio degli operatori economici onesti e rispettosi delle regole. Lo sfruttamento di manodopera in nero, unito alle violazioni delle modalità di corretto smaltimento dei rifiuti e delle norme in materia di sicurezza,consente infatti di applicare prezzi altamente concorrenziali, in danno delle imprese che operano rispettando la legge, che si vedono costrette a sostenere costi maggiori".

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