Il marito sperpera tutto in gioco e alcool, i creditori si scagliano contro l'ex moglie

A processo due bassanesi di 70 e 42 anni, padre e figlio, accusati entrambi di esercizio arbitrario delle proprie ragioni nei confronti di una 53enne di Loria

Una vicenda struggente quella approdata in aula a Treviso

Vessata e minacciata per i debiti contratti dall'ex marito. E' la brutta storia di cui è stata protagonista una 53enne di Loria, vittima delle pretese di un 49enne bassanese che aveva prestato 6mila euro mai restituiti al coniuge da cui si era separata. «Paga adesso o a manderemo qualcuno a farti del male». Questa la frase che la donna si sarebbe sentita rivolgere al culmine di svariate settimane di minacce aggressioni anche fisiche, una campagna persecutoria finita solo quando lei ha allertato le forze dell'ordine che, nel corso di una serie di appostamenti nella locanda di Loria in cui la donna lavora, hanno colto i due in flagranza di reato. Per questi fatti avvenuti un paio di anni fa sono ora finiti a processo due bassanesi, il 70enne A.S. e il 42enne A.S., padre e figlio accusati entrambi di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Una imputazione che però l'avvocato Leonardo Bonanni, legale della donna che si è costituita parte civile, ha chiesto al giudice che venga riqualificata nella ben più grave ipotesi di estorsione.

Alla base della separazione tra i due ci sarebbero state la  ludopatia e la dipendenza dall'alcol dell'uomo. «Si è bevuto e giocato tutti i nostri soldi»: ha raccontato la donna, rimasta senza un soldo dopo che l'ex aveva sperperato in poco tempo il poco che la coppia era riuscita a mettere da parte fino a quel momento. Senza un euro lui aveva quindi chiesto al 49enne di Bassano un prestito di 6mila euro ma una volta andatosene di casa, dopo che la ex coniuge aveva scoperto che erano stati spesi tutti i risparmi, era letteralmente svanito nel nulla. Una mattina d'estate di un paio di anni fa il creditore si sarebbe presentato sul posto di lavoro della donna accompagnato dal padre 70enne; malgrado venga detto che non era possibile parlare con la 53enne i due si sono aperti a forza la strada fino a raggiungere la loro vittima, che sarebbe stata aggredita prima verbalmente e poi fisicamente.

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«Sono venuto a prendermi i soldi che ho dato a tuo marito e che lui non mi ha mai restituito»: sarebbero state le parole del 49enne. «Chiedeteli a lui -avrebbe risposto la donna- io con questa storia non c'entro nulla». A quel punto padre e figlio avrebbero iniziato a strattonare la donna, pestandole i piedi e poi spingendola contro un muro per impedirle di uscire dalla stanza. Le "visite" sarebbero proseguite nelle settimane successive e in una occasione, urlando all'interno del locale, il 49enne l'avrebbe minacciata davanti a numerosi testimoni: «Ti mando gente a farti del male». A quel punto la donna si è rivolta ai Carabinieri che una sera, appostati all'interno della locanda, hanno colto sul fatto padre e figlio facendo scattare la denuncia.

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