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Un'immagine del convegno

Un'immagine del convegno

Allarme malattia dei conigli, 4 allevamenti colpiti nella Marca

Recentemente quattro allevamenti del territorio sono stati colpiti dalla malattia e costretti all'abbattimento di tutti gli animali per la Mev

TREVIGNANO - Allarme per una malattia, boom di conigli abbattuti nella Marca trevigiana. Se n'è parlato giovedì sera a un convegno organizzato dai Servizi Veterinari dell’Ulss 8 di Asolo e dall’Istituto Zooprofilattico di Treviso con il patrocinio del comune di Trevignano, giovedì 10 aprile,  presso il Teatro di Trevignano sul tema della Malattia Emorragica Virale (MEV) del coniglio – nuova variante francese. Dopo il saluto del Sindaco di Trevignano, Ruggero Feltrin, si sono alternati al microfono il dottor Giorgio Cester, direttore dei Servizi Veterinari Regionali, il dottor Fabrizio Agnoletti, direttore della sezione di Treviso dell’Istituto Zooprofilattico e il dottor Stefano De Rui, coordinatore della Sicurezza Alimentare dell’Ulss 8. 

La Mev è una malattia virale che colpisce i conigli sia degli allevamenti intensivi, sia dei rurali, sia il coniglio selvatico. Colpisce animali di tutte le età, in particolare dopo i 15 giorni di vita con mortalità dal 40 al 90% in animali non vaccinati. Per la forma “classica” già presente da oltre 20 anni,  esistono dei vaccini efficaci, ma dal 2010 è in circolo la nuova variante “francese” del virus, così denominata perché comparsa in Francia per la prima volta, e per la quale, in Italia, non è ancora in commercio un adeguato presidio vaccinale. La forte presenza del virus dotato di grande resistenza nell’ambiente e la mancanza di presidi vaccinali specifici sta tenendo in apprensione tutti gli allevatori di conigli, in particolare quelli del nostro territorio che rappresentano il 25% della produzione nazionale della carne di coniglio.

Recentemente quattro allevamenti del nostro territorio sono stati colpiti dalla malattia e costretti all’abbattimento di tutti gli animali presenti. Dai conigli morti sono stati prelevati i fegati da cui l’Istituto Zooprofilattico di Perugia sta producendo circa 600.000 dosi di vaccino stabulogeno che permetterà di arginare la malattia attraverso la vaccinazione con relativi richiami, dapprima degli allevamenti più vicini ai focolai e progressivamente di tutti i conigli riproduttori allevati nella provincia di Treviso. Inoltre le istituzioni stanno lavorando per ottenere l’autorizzazione ministeriale per importare dalla Francia il vaccino sperimentale già commercializzato oltre confine.

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