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Venerdì, 23 Febbraio 2024

Malore nel sonno, in 500 per l'ultimo saluto ad Alberto: «Giocheremo con te nel cuore»

Mercoledì pomeriggio, 1 marzo la celebrazione laica in ricordo di Alberto Chatail il rugbista 25enne mancato venerdì scorso a Treviso. Feretro portato a spalla dai compagni del Silea Rugby sulle note di "Radioactive" degli Imagine Dragons. Presenti i genitori, il sindaco Rossella Cendron e la band con cui Alberto suonava

Pomeriggio di dolore e commozione a Silea dove è stata celebrata la cerimonia laica in ricordo di Alberto Chatail, il rugbista 25enne mancato venerdì scorso per un malore improvviso nel sonno. Residente nel quartiere di Sant'Antonino a Treviso, Alberto aveva a Silea una seconda famiglia grazie alla sua immensa passione per il rugby.

Mercoledì 1º marzo l'ultimo saluto di amici e compagni di squadra si è tenuto proprio nel campo da rugby dove Alberto non solo giocava ma allenava anche gli "Scoiattoli" Under 11 del Silea Rugby 1981. Circa 500 i presenti arrivati per l'ultimo saluto al giovane che si sarebbe dovuto laureare quest'estate. Il feretro è stato portato a spalla dai compagni di squadra sulle note di una delle canzoni preferite di Alberto, "Radioactive" degli Imagine Dragons. Presenti alla cerimonia i genitori Rita e Frédéric, idealmente abbracciati da tutta la comunità di Silea, con il sindaco Rossella Cendron in prima fila. Presenti anche i compagni della band The Low con cui Alberto cantava e suonava la batteria. A fine cerimonia il lancio in cielo di palloncini bianchi e blu e le note di una canzone cantata dallo stesso Alberto.

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Il cordoglio del sindaco

In lacrime Rossella Cendron, sindaco di Silea, ha detto: «Siamo costernati ed increduli di fronte a quanto è accaduto: la perdita di un figlio è un lutto che provoca un dolore sconfinato. In momenti come questo è difficile pronunciare parole in grado di lenire la sofferenza, forse solo il silenzio, le lacrime e il ricordo sono gli atteggiamenti più giusti per vivere la scomparsa di Alberto, giovane che si stava aprendo alla vita. Si può dimenticare una persona con cui abbiamo riso ma mai una persona per cui abbiamo pianto. Per questo siamo tutti partecipi del dolore immenso che sta vivendo la famiglia di Alberto. Una vita che si spegne troppo presto toglie un po' di futuro e speranza a tutta la comunità, ma l'amore e gli insegnamenti di Alberto resteranno per sempre con noi e con tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo».

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Il saluto degli "Scoiattoli"

Tra i momenti più toccanti della cerimonia il messaggio letto da uno dei giovani rugbisti Under 11 allenati da Alberto: «Quando ci hanno detto che avevi "passato la palla" non riuscivamo a credici - ha detto con la voce rotta dall'emozione -. Sei stato un ottimo allenatore, sempre pronto ad incoraggiarci e spingerci a fare del nostro meglio. Ci sembra impossibile sapere che non sarai più con noi dalle prossime partite ma giocheremo sempre con te nel cuore. Grazie per esserci stato e per averci dedicato il tuo tempo libero, non ti dimenticheremo mai. Promettici solo che anche dove sei ora continuerai sempre a fare il tifo per noi. I tuoi Scoiattoli».

Il commosso ringraziamento di papà Frederic

Prima delle dediche di alcuni amici ed ex compagni di classe (il 26enne aveva frequentato di Duca degli Abruzzi) è toccato al padre del giovane ringraziare i presenti, tra cui alcuni parenti dalla Francia, dopo aver letto a sua volta alcune lettere di cordoglio inviate da connazionali che avevano conosciuto Alberto. «Prima di tutto devo fare dei ringraziamenti» ha detto il padre «al Silea rugby per averci accolto a casa loro, o a casa nostra se permettete, un luogo così amato da Alberto. Voi tutti giocatori, lo staff tecnico, a lei sindaco di averci accolto e di averci permesso di vivere questo momento, grazie. A Lucia che non se l'è sentita ma ha organizzato il prima e il dopo, allo zio Gigi per il suo sangue freddo. In questi giorni ci ha salvato. E poi i fratelli di Alberto, il bambino Simone, con questa squadra invincibile, Ottavia, bella come una Madonna e tutti gli altri bambini che adesso conoscerete e il loro fratello maggiore, Marco, che oggi non poteva esserci. Per arrivare fino ad oggi siamo stati trasportati da un tappeto che ha volato con il soffio di persone straordinarie, la famiglia tutta, quelli che sono qua, arrivati da tutto il Mediterraneo, quelli che la geografia chiama vicini ma che in realtà sono degli amici, dei pilastri, un bacio particolare a Lucia, la mamma del bambino Bobbi, tutti gli amici che hanno visto nascere e crescere Alberto e infine con i giovani, scuola, musica, quartier, lo sport, i colleghi di Cisalfa sport e i compagni del rugby».

I genitori di Alberto

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