Cronaca

Maltempo, rimandata ancora l'evacuazione dell'ospedale di Motta

Nella cittadina trevigiana la situazione è in miglioramento, ma se il livello delle acque del Livenza dovesse raggiungere i 7 metri, il nosocomio verrà liberato

Casier

Dopo una tregua di qualche ora, nella notte ha ripreso a piovere in tutto il Veneto. Mentre la situazione sembra peggiorare in altre province (a Padova è iniziata l'evacuazione degli abitanti di Bovolenta), a Motta di Livenza si tira un sospiro di sollievo.

MOTTA - Durante la notte infatti il livello del Livenza è sceso, scongiurando per la seconda volta lo sgombero dell'ospedale riabilitativo. La preoccupazione, comunque, resta e come stabilito dal Centro Regionale Emergenza-Urgenza se le acque del fiume dovessero raggiungere quota 7 metri potrebbe scattare l'evacuazione.

Se questa ipotesi dovesse concretizzarsi, Motta potrebbe contare sul supporto della protezione civile della provincia di Trento, che ha offerto una pala gommata caricatrice e due mezzi con cassone.

IN PROVINCIA - Ma Motta non è l'unica a soffrire in questo giorni di pioggia battente. Lunedì i vigili del fuoco di Treviso sono intervenuti in barca in varie località, come Silea, Gorgo al Monticano, Casale sul Sile e Lughignano per soccorrere e aiutare cittadini rimasti isolati in casa dall'acqua. L'aiuto dei pompieri è stato richiesto anche in varie abitazioni di Mosnigo e nell'archivio di Stato a Treviso, a Castelfranco Veneto e a Maserada sul Piave per prosciugare i locali allagati.

A impegnare i vigili del fuoco anche una frana a Colfosco, piante pericolanti, il recupero di un mezzo e due animali in difficoltà e l'emergenza neve a Belluno, dove gli uomini del 115 trevigiano sono corsi in supporto agli operatori locali con due squadre.

PROTEZIONE CIVILE PROVINCIALE - Impegnate nei soccorsi e nella gestione dell'emergenza anche le squadre della protezione civile provinciale. Lunedì uomini sono stati impegnati a Pederobba e a Crespano del Grappa per verificare i punti critici. L'associazione di Valdobbiadene, invece, è intervenuta a Moriago della Battaglia per il prosciugamento di scantinati, mentre quella di Cappella Maggiore è ancora impegnata nel monitoraggio della frana a Fregona.

Fino a lunedì sera la situazione nella Sinistra Piave, dove sono impiegate sette squadre con una trentina di volontari, si presentava stabile. Critica ma stazionaria anche la situazione nella Destra Piave, dove alcune abitazioni a rischio sono tutt'ora monitorate.

A Preganziol, Mogliano Veneto e a Casale sul Sile alcune squadre della protezione civile sono rimaste a deporre sacchi a terra, mentre a Casier, Castelfranco Veneto, Quinto, Morgano e Zero Branco le squadre inviate continuano a monitorare.

Sotto osservazione anche le frane a San Zenone degli Ezzelini e il canale di Giavera.

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