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Piave all'imbocco dei ponti verso Ponte di Piave

Piave all'imbocco dei ponti verso Ponte di Piave

Il Piave fa paura: famiglie evacuate a Ponte, massima allerta

La situazione è costantemente monitorata in particolare a Ponte di Piave e nelle zone di Salgareda, Zenson di Piave e San Biagio di Callalta

TREVISO — Non si ferma l’ondata di maltempo che sta portando da martedì sera pioggia torrenziale in tutta la provincia di Treviso. Una nottata difficile quella vissuta in alcune zone della Marca. Il Piave torna a fare paura a causa delle intense precipitazioni che si sono abbattute nelle ultime ore in provincia di Belluno.

Situazione critica a Ponte di Piave. Non appena giunto il pre-allarme, l'amministrazione comunale ha dato il via alla procedura prevista dal C.O.C. (Centro Operativo di Coordinamento per l'Emergenza) con l'evacuazione delle abitazioni da parte delle famiglie che abitano nella golena. In particolare, è stata data la precedenza ai nuclei già colpiti dalla piena del 2012, che sono stati ospitati dalla locale casa di riposo, dove hanno trascorso la notte.La piena delle 12 di giovedì ha causato qualche problema. La situazione è costantemente monitorata in particolare anche a Salgareda, Zenson di Piave e San Biagio di Callalta. Nel primo pomeriggio di giovedì, dopo il superamento della fase più critica (altezza massima del Piave) alle ore 12,00, presso il Municipio di Ponte di Piave si sono riuniti i tecnici coinvolti nell'emergenza, insieme ai sindaci di Ponte di Piave, Breda di Piave, Salgareda, Zenson di Piave e San Biagio di Callalta; per la Provincia di Treviso, hanno partecipato all'incontro anche il presidente Leonardo Muraro e l'assessore di comparto, Mirco Lorenzon. «Per ora stiamo continuando a monitorare sia le piogge, nella speranza che smettano nel Bellunese, sia il livello del Piave, che sta lentamente scendendo all'altezza dello sbarramento di Busche - ha spiegato al termine della riunione il sindaco pontepiavense, Paola Roma - . Dalle 16,00 di giovedì ci sarà l'inversione della marea, quindi il mare comincerà a non ricevere più l'acqua del fiume e sarà un momento delicato e da tenere sotto controllo per tutti i Comuni rivieraschi». Continua intanto l'evacuazione delle famiglie che abitano in golena, nei vari paesi che si affacciano sul fiume "sacro alla Patria": «Stiamo raggiungendo tutte le case, cercando ospitalità temporanea per gli sfollati presso le strutture di zona (come le case di riposo) e i parenti di chi abita nelle zone a rischio - ha detto ancora Roma - . Il Genio Civile ha comunque predisposto che fino alla giornata di sabato non vengano aperte le chiuse che farebbero uscire l'acqua anche al di fuori degli argini, invadendo i campi e le case circostanti. Nelle prossime ore saremo in grado di dare ulteriori aggiornamenti».

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