Cronaca

Ondata di maltempo sulla Marca: alberi caduti e capannoni scoperchiati

La perturbazione ha attraversato la nostra provincia: quaranta interventi dei vigili del fuoco del comando provinciale di Treviso. Mucche uccise da un fulmine a Pianezze

TREVISO Piogge torrenziali e vento forte: una nuova, più intensa, ondata di maltempo ha interessato nel pomeriggio di lunedì la Marca. Colpita soprattutto la fascia tra Asolo, Castelfranco e Treviso. Molte le richieste d'intervento giunte al centralino del comando provinciale dei vigili del fuoco di Treviso. A San Pelajo il maltempo ha causato un black out in una parte del quartiere così come in altre località della provincia come Crocetta del Montello e Ciano. A Pianezze di Valdobbiadene un fulmine ha colpito e ucciso cinque mucche che stavano pascolando in malga: le carcasse dovranno essere recuperate con un elicottero.

I vigili del fuoco hanno effettuato complessivamente una quarantina di interventi per la messa in sicurezza di piante, pali e cornicioni pericolanti soprattutto nella zona di Montebelluna, Crocetta del Montello, Castelfranco e Treviso. A Colle Umberto, in via Tagliamento, una pianta è caduta sopra un’abitazione mentre a Quinto di Treviso in via Brilli un capannone è stato scoperchiato dalle forti raffiche di vento. In corso di verifica ancora una trentina di richieste giunte alla sala operativa del 115.

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A Caerano un albero è caduto nel canale Brentella: la pianta, spostandosi sotto il vicino ponte, avrebbe potuto creare non pochi problemi a tutto il centro perché avrebbe interrotto il normale scorrere dell'acqua che avrebbe potuto esondare. I vigili del fuoco sono riusciti ad imbragarla con il personale Saf e con l'utilizzo dell' autoscala. L'albero è stato recuperato e rimosso con l' autogrù. Sul posto tre mezzi vvf dei pompieri, personale Enel e del consorzio Brentella.

A Montebelluna, nonostante l’improvviso oscuramento del cielo, e l’inizio di una brevissima grandinata, per fortuna di leggera entità, il violento temporale che si è scatenato sul territorio montebellunese intorno alle 14.30 di oggi, non ha provocato situazioni particolarmente critiche. Il maltempo ha interessato soprattutto la frazione di Caonada, dove una porzione del tendone più piccolo della sagra in corso è stato spostato a causa delle forti raffiche di vento. Il comitato festeggiamenti, allertato, è prontamente intervenuto a sistemare. "Dalle ore 19 la sagra a Caonada sarà operativa -ci scrivono gli organizzatori- tutto lo staff si è già adoperato per mettere le cose in sicurezza".

Il maltempo ha anche provocato la caduta sulla strada Feltrina di un albero di Villa Guillion Mangilli: sul posto è intervenuta Veneto strade. Gli operai comunali ed i volontari della Protezione civile sono intervenuti anche per rimuovere un albero è caduto lungo lo Stradone del Bosco ed alcune ramaglie sono cadute anche in via Foresto. Infine si segnala l’interruzione dell’energia elettrica nelle frazioni di Biadene e Pederiva che al momento della diramazione della nota stampa è ancora in corso. E’ previsto il ripristino dl servizio nel corso del pomeriggio.

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IL BOLLETTINO ARPAV L’ondata di temporali che ha iniziato a interessare il Veneto sin da lunedì, potrebbe proseguire fino alla mattinata di mercoledì 26 luglio. Sulla base delle previsioni emesse dall’Arpav, il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile della Regione ha prolungato lo Stato di Attenzione, già emesso domenica, fino alle ore 8.00 di mercoledì, valevole su tutto il territorio regionale. Per il bacino idrografico dell’Alto Piave, lo stato di Attenzione è limitato alle ore 8.00 di domani, 25 luglio.

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Il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha deciso di dichiarare lo stato di crisi per il maltempo che ha provocato seri danni in varie aree del territorio, in particolare nel vicentino. L’atto, propedeutico alla richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza, sarà firmato nelle prossime ore, mentre è già iniziata la conta dei danni in contatto con i Comuni colpiti. La complessa operazione è coordinata dall’Assessore regionale alla Protezione Civile. Una volta firmato dal Presidente, lo stato di crisi rimarrà comunque “aperto” all’inserimento delle segnalazioni di danni che dovessero pervenire successivamente e alla loro quantificazione, com’è di prassi in tali circostanze.

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