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Cercò di strangolare il figlio neonato, assolta una mamma

Una donna di 37 anni, accusata di maltrattamenti in famiglia, è stata assolta dal giudice in mancanza di prove. A denunciarla il compagno

TREVISO - Era stata accusata di aver quasi strangolato il figlio, neonato, fino a fargli perdere sangue dal naso. Secondo l'accusa una donna trevigiana di 37 anni nel 2011 si sarebbe resa protagonista di diversi episodi di violenza nei confronti del figlio, quindi di maltrattamenti in famiglia. Ma, a tre anni dall'accaduto, il giudice ha stabilito che non ci sono prove per condannare la mamma.

Non ci sono certezze che i fatti siano realmente accaduti e non è possibile accertarne la gravità, come riportano i quotidiani locali. L'accusa, che contestava in particolare due episodi, li aveva legati alla depressione post partum. Chi l'aveva trascinata in aula era stato il compagno di un tempo, e anche padre del loro bambino.

Sarebbe stato proprio lui ad accorgersi dei presunti comportamenti violenti della donna. Ecco perchè avrebbe deciso di denunciare subito i fatti ai carabinieri, portandosi via anche il piccolo. L'uomo, però, non si è presentato al processo per fornire la testimonianza, quella che sarebbe stata la chiave per la condanna.

Gli episodi contestati erano due: in un caso, la mamma avrebbe tentato di soffocare il bimbo, ancora neonato. Nell'altro, invece, non riuscendo a farlo smettere di piangere l'avrebbe preso e scaraventato a terra. In mancanza di prove, la mamma è stata assolta.

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