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Dopo quasi tre anni il manifatturiero torna a crescere a Treviso

Dopo dieci trimestri consecutivi è il segno positivo a caratterizzare tutte le variazioni, sia tendenziali che trimestrali, dell’indagine congiunturale dell’industria manifatturiera trevigiana

TREVISO - Dopo dieci trimestri consecutivi è il segno positivo a caratterizzare tutte le variazioni, sia tendenziali che trimestrali, dell’indagine congiunturale dell’industria manifatturiera trevigiana al 4° trimestre 2013. Tuttavia, se dalle variazioni congiunturali l’effetto appare scontato - considerato il confronto con il trimestre caratterizzato dalla consueta pausa estiva - dalle variazioni tendenziali emergono segnali positivi per tutti gli indicatori monitorati ed in particolare per il fatturato estero che continua a beneficiare della buona performance degli ordinativi dal mercato estero. Anche gli ordinativi interni si concedono finalmente un segno positivo, forse nel quadro di una propagazione delle commesse estere all’interno delle filiere, e di alcuni benefici fiscali attesi per i beni strumentali. Il rimbalzo tra l’altro, anche se a toni più contenuti, troverebbe conferma anche dai dati Istat sull’andamento dell’economia italiana nonché dal quadro di leggera ripresa dell’economia europea.

Con riferimento alle previsioni, il miglioramento di sentiment è avvertibile sui dodici mesi, ma non rispetto al trimestre precedente: per i prossimi tre mesi l’indicazione di fondo è stabilità. “Preferisco parlare di “effetto-rimbalzo” – sottolinea il Presidente Tognana – anziché di ripresa. Le tendenziali si confrontano con un periodo (IV trimestre 2012) che era andato piuttosto male. Ma non si può negare che già da due trimestri si allineano deboli segnali di recupero per la nostra industria, che quanto meno permettono di azzardare che il “pavimento” di questa lunga crisi sembra raggiunto. Certo – continua il Presidente – non è venuta meno l’incertezza di contesto (internazionale e nazionale) che può ora condizionare la velocità e l’intensità di questa possibile ripartenza, o se si preferisce di questa “stabilizzazione” attorno a nuovi equilibri di domanda ed offerta. In questo senso comprendo, e mi faccio carico, dello scetticismo che ancora alberga fra gli imprenditori sul piano previsionale. Che vorrebbero avere più nette risposte per come riposizionare e riprogrammare la propria attività nel prossimo futuro. Peraltro, a quanto mi risulta, questi segnali positivi continueranno a mescolarsi ad ulteriori focolai di crisi, in un quadro di divergenza delle dinamiche settoriali ed infra-settoriali che resterà di difficile decifrazione”.

L'ANALISI IN DETTAGLIO

I dati analitici, di seguito commentati, sono relativi ad un campione di 284 imprese manifatturiere della provincia di Treviso per un totale di quasi 15.000 addetti.

La produzione industriale conferma il lieve recupero tendenziale dello scorso trimestre e si porta al +2,5% rispetto a dicembre 2012, mentre a livello congiunturale il rimbalzo, per i motivi sopra ricordati, è del +6,1%. Contribuisce al risultato positivo su base tendenziale il buon andamento segnalato dalle imprese del tessile-abbigliamento-calzature della classe 10-49 addetti e del settore dei macchinari della classe 50 addetti e più. Sono risultati sicuramente soddisfacenti che sembrano interrompere un periodo durato due annualità e caratterizzato da variazioni tendenziali sempre negative e variazioni congiunturali alternate tra il segno positivo e quello negativo.

Il rimbalzo su base congiunturale sembra confermato anche dal grado di utilizzo degli impianti che passa dal 71,2% di settembre al 74,1% di dicembre 2013 e si riporta quasi ai livelli di giugno 2011, nonché dall’orizzonte di produzione assicurato dagli ordini acquisiti che guadagna altri 4 giorni rispetto al trimestre precedente e raggiunge quota 47 giorni.

Il contributo positivo della produzione industriale influenza inevitabilmente il fatturato totale che cresce del +1,9% rispetto all’anno precedente e rimbalza del +6,6% rispetto allo scorso trimestre. Anche in questo caso è la piccola impresa (10-49 addetti) del tessile-abbigliamento-calzature e dei macchinari ad evidenziare le migliori performance su base annuale.

Il recupero tendenziale è ancora una volta sostenuto dal contributo del fatturato estero che evidenzia una variazione tendenziale pari al +4,6% grazie ad un risultato congiunturale pari al +6,0%. In questo caso è la medio-grande impresa (50 addetti e più) del legno-arredo e dei macchinari a contribuire in maggior misura al risultato positivo del fatturato estero su base tendenziale.

Con riferimento alla raccolta di nuovi ordinativi la novità più importante è sicuramente l’interruzione del segno negativo sugli ordini dal mercato interno dopo nove trimestri consecutivi di variazioni sia tendenziali che congiunturali negative.

La domanda interna riesce infatti a recuperare un +1,6% rispetto al un anno fa (sostenuta dall’industria del tessile-abbigliamento-calzature e da quella dei macchinari) mentre quella estera, che comunque non aveva mai subito contrazioni nelle ultime quattro annualità, cresce del +3,1% (grazie alla buona performance dell’industria del legno-arredo, soprattutto della classe 50 addetti e più).

Rispetto al terzo trimestre 2013 il rimbalzo è rispettivamente del +4,3% per gli ordini dal mercato interno e del +7,5% per quelli dal mercato estero.

I dati positivi sull’andamento occupazionale (+0,9% rispetto a dicembre 2012) sono invece i meno generalizzabili all’universo. Misurano la dinamica delle assunzioni di chi sopravvive, ma non danno conto dei movimenti complessivi del mercato del lavoro in provincia, che tendono ancora al saldo negativo tra entrate ed uscite.

LE PREVISIONI PER IL PRIMO TRIMESTRE 2014

Le previsioni degli imprenditori trevigiani sono in miglioramento rispetto a quelle rilasciate nel dicembre 2012, ma appaiono in lieve peggioramento se confrontate con quelle rilevate a settembre, in particolare per gli indicatori di produzione industriale, fatturato totale e domanda interna. Al di là dei saldi di giudizio, ancora in sbilancio, può essere rilevante notare che aumenta comunque la quota di imprese orientate per la stazionarietà: in questa rilevazione, infatti, oltre la metà degli intervistati opta per la stazionarietà su tutti gli indicatori congiunturali.

Di seguito si illustra la distribuzione dei giudizi previsivi per singolo indicatore, rispetto alla situazione fotografata a settembre 2013:

Produzione: fatto 100 il totale giudizi, diminuiscono sia i giudizi in aumento (dal 23% di settembre al 18% di dicembre) che quelli negativi (dal 31% al 29%) per un saldo che passa da -8 a -11,3 punti                      percentuali, a fronte di oltre la metà degli intervistati che opta per la stazionarietà (53%);

 Fatturato: situazione analoga a quella descritta per la produzione, ma con un ulteriore peggioramento del saldo negativo che passa da -4 a -9 p.p.;

·Domanda interna: oltre la metà degli intervistati resta ancorata alla stazionarietà (56%); il restante 44% si distribuisce tra ottimisti e pessimisti con un saldo negativo pari a -17 p.p. (era pari a -12 p.p. lo scorso settembre);

·Domanda estera: rispetto al trimestre precedente aumenta la quota degli imprenditori che opta per la stazionarietà (dal 45% al 53%); rimane tuttavia quasi invariato il saldo tra giudizi positivi e negativi (-1,6 p.p.);

· Occupazione: continua a mantenersi oltre l’80% la quota di imprenditori intervistati che opta per la stabilità dei livelli occupazionali; il saldo tra gli ottimisti e i pessimisti pur essendo ancora negativo (-5,6 p.p.) è in miglioramento rispetto a settembre (-9 p.p.).

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