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Il manifesto contro il prof. Calò

Il manifesto contro il prof. Calò

"L'immigrazione non è forza ma solo business": Forza Nuova attacca il prof. Calò

Nella notte tra mercoledì e giovedì, all'esterno del Liceo Canova dove Calò insegna, sono comparsi alcuni manifesti contro l'accoglienza degli immigrati da tempo operata dalla famiglia del professore

"L'immigrazione non è forza ma solo business": ecco l'ennesimo attacco al prof. Antonio Silvio Calò. Si può riassumere così quanto successo, nella notte tra mercoledì e giovedì, all'esterno del Liceo Classico A. Canova di Treviso quando alcuni esponenti di Forza Nuova hanno affisso dei manifesti contro l'accoglienza ai migranti operata ormai da anni dalla famiglia del professore trevigiano che, a seguito degli innumerevoli attestati di stima e vicinanza per quanto successo, ha poi affidato a Facebook il proprio commento sull'accaduto: "Ringrazio tutti per la solidarietà che sto ricevendo. Siamo tantissimi e i tanti ragazzi che in queste settimane si stanno attivando per l'ambiente, l'accoglienza, la legalità, i diritti di tutti sono con me. Chi è al mio fianco si mostra senza paura: noi non ci lasciamo intimidire da nessuno".

Sul fatto è intervenuto per primo Alberto Irone, ex portavoce della Rete degli Studenti Medi di Treviso: "Giovedì sono apparsi fuori dal Liceo Canova sei manifesti a firma Forza Nuova che modificano una copertina del 'Venerdì di Repubblica' dedicata ad Antonio Calò e alla sua straordinaria famiglia. Questi manifesti recitano slogan che da anni sono patrimonio dell’estrema destra, contrappongono migranti e italiani, associano l’accoglienza a un business economico. Continuiamo a dirlo con forza, la nostra forza: non abbiamo paura. Questa paura dovrebbe averla chi invece, a volto coperto e nella notte decide di attaccare fuori da una scuola superiore questi manifesti per intimorire una persona che, come tante altre e come tutti noi, non ha nessuna intenzione di lasciarsi intimidire. Siamo tanti, decine, centinaia, migliaia e da settimane ci stiamo battendo nelle scuole, nelle università, sui luoghi di lavoro, nelle nostre vite per una società più giusta perché crediamo che un altro mondo sia possibile. Un mondo in cui l’odio e l’intimidazione verso chi compie gesti d’amore siano dimenticati per sempre. Siamo giovani, studenti, universitari, lavoratori, non ci fermeremo mai e per questo siamo solidali con il professor Calò e la sua famiglia".

Anche Said Chaibi, di Coalizione Civica per Treviso, ha voluto mostrare la propria vicinanza al prof. Calò: "Solidarietà a Antonio Silvio Calò. Questo manifesto é un attacco vile e codardo. Purtroppo da anni nella nostra città, e nel paese, si fa finta di non vedere che abbiamo un problema nero. Che non é il colore della pelle di alcune nuove persone che sono entrate nelle nostre comunità. È il nero dell'arroganza, della privazione dei diritti, della legge del più forte, della violenza, del razzismo, della violenza contro le donne, della disumanità, del fascismo. Per questo come Coalizione Civica per Treviso abbiamo depositato una proposta di iniziativa popolare per impedire la concessione delle piazze pubbliche a tutte queste organizzazioni squadriste perché non possiamo più tollerare che questi rigurgiti del passato possano veicolare, nei luoghi pubblici, le loro idee e le loro azioni che sono in conflitto totale con la nostra costituzione e quindi la legge di cui questi si farebbero paladini. Chiediamo a tutti di sostenere questa iniziativa per fare si che queste organizzazioni non abbiamo più un centimetro di spazio in cui poter propagandare le loro bestialità!".

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