Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca Via Manzana

Uccide l'ex fidanzata incinta sfondandole il cranio: 19enne in cella

Il brutale delitto domenica sera a Formeniga, nel vittoriese. Mihail Savciuc, studente moldavo dell'Ipsia Pittoni di Conegliano, aveva rivenduto ad un compro-oro i gioielli della sua vittima, Irina Bacal che era al sesto mese di gravidanza. Nella notte è crollato dopo un lungo interrogatorio

I due protagonisti, loro malgrado, della vicenda

VITTORIO VENETO Doveva essere un incontro chiarificatore tra due ex giovani fidanzati, entrambi di origini moldave: un rapporto, il loro, durato per circa un anno e finito lo scorso mese di settembre. Si è trasformato nel più brutale degli omicidi: uno studente di appena 19 anni, Mihail Savciuc, residente con la famiglia a Godega di Sant'Urbano, ha ucciso senza pietà Irina Bacal, connazionale 20enne, incinta al sesto mese di gravidanza. Lei voleva fortemente quel bambino, frutto del rapporto amoroso tra i due, ma lo studente non voleva saperne di riconoscerlo, forse ritenendo potesse non essere suo. Il delitto risale a domenica sera quando la discussione tra gli ex fidanzati, avvenuto in un luogo appartato di Formeniga, nel vittoriese, è degenerata trasformandosi in tragedia. Il 19enne, in un raptus di follia, ha freddato la ragazza sfondandole la scatola cranica con delle pietre, prese dal greto di un vicino torrente, l'ha finita strangolandola e ne ha poi nascosto il corpo sotto foglie e rami a pochi passi dal corso d'acqua. Pensava probabilmente di averla fatta franca. Così non sarà.

La denuncia di scomparsa della madre della 20enne al Commissariato di Conegliano, martedì mattina, ha dato il via all'indagine della squadra mobile. Gli investigatori hanno seguito fin da subito la pista giusta: il 19enne, lunedì pomeriggio, aveva addirittura venduto ad un negozio di "compro-oro" i pochi gioielli della ex fidanzata, per ottenerne 80 euro. Un errore che si rivelerà essere fatale per l'omicida che per le giornate di lunedì e martedì ha trascorso le sue giornate come se nulla fosse successo. Mercoledì notte, dopo un lungo interrogatorio, il giovane è crollato di fronte al magistrato Marà De Donà: ha ammesso l'omicidio e ha portato la polizia nel luogo in cui aveva nascosto il cadavere di Irina. Attualmente Mihail, studente dell'Ipsia Pittoni di Conegliano, si trova in carcere in stato di fermo. La convalida dell'arresto del 20enne, difeso dall'avvocato Panico, potrebbe avvenire già domani.

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