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In foto Francesca e Marco

In foto Francesca e Marco

Marco è rientrato dal Congo: "Che dolore lasciare Simon"

“Sono tornato prima di Francesca perché avevo degli impegni di lavoro che non potevo più rimandare" ha detto Marco Morandin

“Sono tornato prima di  Francesca  perché avevo degli impegni di lavoro che non potevo più rimandare, visto che il nostro rientro era previsto per metà Dicembre. Credo però che anche mia moglie dovrà partire a breve, tra qualche giorno, purtroppo senza Simòn, che speriamo di riabbracciare presto. Ora assecondiamo le volontà e le disposizioni delle autorità congolesi che hanno garantito, anche alla delegazione italiana scesa lo scorso 26 Dicembre, di effettuare con una certa urgenza i  controlli e le verifiche delle pratiche adottive". Queste le parole di Marco Morandin, rientrato a casa a Preganziol dal Congo martedì. 

"Speriamo che tali controlli siano eseguiti nel più breve tempo possibile, quindi entro qualche mese e non un anno come avevano dichiarato il mese scorso. Confidiamo nell’operato della delegazione congolese che nei prossimi giorni arriverà in Italia e nei contatti diplomatici instaurati dai nostri rappresentanti ministeriali.  Purtroppo non ci saremmo mai aspettati una situazione simile, ma ora speriamo che tutto possa risolversi positivamente e presto", continua Marco.

“Ringrazio i nostri rappresentanti parlamentari, e in particolare la deputata di Treviso Floriana Casellato, che hanno seguito la vicenda e ci hanno supportato costantemente. L’Italia, daltronde, è stato l’unico Paese a inviare una delegazione a Kinshasa per verificare lo stato delle cose e incontrare direttamente il Primo Ministro Matata  e i funzionari della “Direction Générale de Migration” congolese (DGM).”

“Ringrazio la stampa che, nel momento del bisogno, ha saputo dare voce alla nostra angoscia e alle nostre richieste di sostegno. Ora, però, ci viene chiesto di abbassare i toni per lasciar lavorare la diplomazia. Il momento, per noi, è difficile e drammatico. Lasciare Simòn è davvero doloroso, ma abbiamo fiducia nelle istituzioni congolesi e italiane, credendo che sapranno agire per il  bene dei nostri figli.”

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