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Marco Vidali annegato nel Sile, indagati amici e lo "spacciatore"

La Procura prosegue le indagini per scoprirne di più sul ragazzo sparito e poi trovato morto il 23 maggio. A giorni gli esami tossicologici

I due amici di Marco Vidali, il ragazzo di 20 anni annegato nel fiume Sile lo scorso 23 maggio, sono ora accusati di morte come conseguenza di altro reato. Insieme a loro, anche il pusher che li aveva riforniti di ketamina, la stessa sostanza trovata nel sangue della vittima dal risultato dell’autopsia. Mancano pochi giorni all’esito dell’esame tossicologico sul corpo di Marco, anche se è stato escluso fin da subito che si fosse trattato di malore, visto che i medici avevano stabilito che la morte fosse avvenuta per annegamento.

LA SCOMPARSA

IL RITROVAMENTO DEL CORPO

LA KETAMINA

A quasi tre mesi dalla tragedia che ha sconvolto la provincia di Treviso, la Procura indaga per scovare altre eventuali responsabilità, soprattutto per quanto riguarda gli amici che erano con lui, suoi coetanei, che avrebbero dichiarato di essersi svegliati senza mai più ritrovare Marco. Da qui erano partite le ricerche da parte dei carabinieri e il suo corpo era stato ritrovato senza vita all’interno dell’acqua. insieme a loro, ad essere indagato è anche colui che avrebbe fornito la ketamina ai ragazzi. Molto dipenderà dall’esito degli esami tossicologici. 

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