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Cronaca Paese

I genitori di Marianna Cendron scrivono una lettera alla loro figlia

"Ci sentiamo abbandonati, il fatto di non avere più tue notizie ormai da sei mesi, ci sta consumando moralmente e psicologicamente", scrivono

I genitori di Marianna Cendron, dopo sei mesi dalla scomparsa della 18enne, non ricevendo più segnalazioni di avvistamento decidono di diffondere una lettera indirizzata proprio a lei, quella figlia scomparsa senza farsi mai più viva. Nell’angoscia di non rivederla mai più, con la speranza che qualcuno possa ritrovarla. 

"Cara Marianna,

il 30 agosto ricorre l'anniversario di quando tu e Giorgio siete entrati nella nostra casa. Ti ricordi? L'abbiamo sempre voluto festeggiare come l'inizio di una nuova vita abbracciandovi nella nostra famiglia.

Ci manchi moltissimo e il fatto di non avere più tue notizie ormai da sei mesi, ci sta consumando moralmente e psicologicamente. E' cosi difficile mantenere ferma l'idea che tu sia da qualche parte e che basti un attimo, un respiro per ritrovarti… che a volte temiamo di arrenderci, stanchi e sfiduciati. Quello che ci aiuta sono i ricordi di quando sei entrata in casa, avevi sette anni, la gioia sul tuo viso era palpabile, giravi e guardavi: la cameretta, gli spazi, il silenzio tranquillo. Così diverso dal tuo vissuto fino al quel momento in istituto. Avevi anche subito violenze psicologiche e fisiche, e sembrava che avevi raggiunto un porto sicuro. Da lì in poi è uscito l'aspetto solare e felice del tuo vivere e manifestarsi: le risate – i salti di gioia – le corse …, un vulcano in eruzione, che assaporava la libertà dopo anni di costrizioni.

Con l'adolescenza la sofferenza è tornata prepotente. Che cosa è successo? C'è stata tanta fatica nell'accompagnarti in questo percorso, ma non ci siamo mai tirati indietro sapendo che la nostra Marianna ha delle potenzialità bellissime; dovevamo aiutarti a tirarti fuori, grazie anche a persone competenti; che purtroppo inizialmente non le abbiamo trovate. Questo tempo perso non ti ha aiutato subito a riprendere la tua vita in mano, però poi piano piano hai avuto tempi migliori. Ci manchi così tanto che non sappiamo quanto resisteremo ancora senza poterti abbracciare, ti dedichiamo questa poesia che sembra parlare di te.

LA SCOMPARSA

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                                            Dolcemente complicata

Avevo paura di rimanere sola, poi ha imparato ad amarmi,

avevo paura di sbagliare, poi ho capito che l'unico sbaglio era di non provare,

avevo paura di soffrire, poi ho capito che la sofferenza aiuta a crescere,

avevo paura della verità poi ho scoperto la bruttezza delle bugie,

avevo paura dell'odio, poi ho capito che non era altro che ignoranza,

avevo paura del ridicolo, poi ho imparato a ridere di me stessa,

avevo paura di invecchiare, poi ho capito che con gli anni non miglioravo,

avevo paura del passato, poi ho capito che non poteva più ferirmi,

avevo paura della notte, poi ho scoperto la bellezza delle stelle,

avevo paura del cambiamento, poi ho ammirato la metamorfosi di una farfalla.

                                                                                           Mamma, Papà e Giorgio

Paese, 27 agosto 2013

Un messaggio per le forze dell'ordine:

dopo sei mesi la paura e l'angoscia non hanno più limite e non ci basta più sentirci ripetere: non abbiamo tracce. Non siamo informati, ci sentiamo abbandonati dal sistema inefficace delle forze dell'ordine per la ricerca di persone scomparse. Chiediamo ai vertici, quelli che pensiamo abbiano il potere di migliorare la metodologia di lavoro, di unire risorse umane e mezzi per aiutare i famigliari a ritrovare le persone care. Magari senza essere troppo fantasiosi si potrebbe pensare di formare un’unità di analisi comportamentale (come esiste in alcuni Paesi) con personale preparato professionalmente e competente, che supporterebbe le forze dell'ordine in questi casi. Ogni giorno assistiamo a troppa disperazione, fragilità, aggressioni e omicidi specialmente nei confronti della figura femminile. Tutto ciò ci spaventa: ci sarà un giorno che ci faremo giustizia da soli?

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