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Venerdì, 19 Agosto 2022
Cronaca Sant'Antonino / Via Ospedale

Marmolada, sale a 7 il numero delle vittime: un ferito grave a Treviso

Tra le vittime la guida alpina Davide Miotti, iscritto al Cai di Castelfranco Veneto. Dispersa la moglie Erica Campagnaro. Il paziente ricoverato al Ca' Foncello resta intubato: ha riportato un importante edema cerebrale

Si aggava il bilancio provvisorio della tragedia avvenuta domenica sulla Marmolada e aggiornato alle prime ore di oggi, lunedì 4 luglio, è di sette morti e 8 feriti. Questa è per ora l'unica certezza. 13 le persone ancora disperse, ma il soccorso alpino e speleologico del Trentino fa sapere che: «Per ora si tratta di un bilancio provvisorio». Dieci dispersi sono di nazionalità italiana e 3 di nazionalità ceca. Le autorità stanno ancora accertando la proprietà di 4 delle 16 auto parcheggiate nei pressi dei sentieri che portano al ghiacciaio: tutte hanno targhe straniere (1 tedesca, 2 ceche e una ungherese).

Le ricerche - riprese nel pomeriggio - proseguiranno nei prossimi giorni nello stesso modo poiché il rischio di ulteriori distacchi non permette di garantire l’intervento da terra. Viene confermata la chiusura dell’area con ordinanza del sindaco di Canazei, Giovanni Bernard, mentre sono in corso le indagini tecniche dei glaciologi della Provincia autonoma di Trento. Tra le 7 vittime confermate quattro sono residenti in Veneto (un uomo residente in località Guarda a Montebelluna). Otto i feriti, di cui due in gravi condizioni, altri due sarebbero di nazionalità tedesca.

Nella tragedia ha perso la vita Davide Miotti, 51 anni, mentre la moglie Erica Campagnaro risulta al momento dispersa. A casa disperati i due figli di 25 e 15 anni circondati dall'affetto dei loro cari. Sta seguendo questo drammatico momento anche il sindaco di Cittadella Luca Pierobon: "Conosco Davide da sempre essendo coetaneo mio. C'è incredulità per quanto è capitato. E' un profesisonista nel suo settore". Mentre la moglie Erica è impiegata in uno studio per commercialisti, Davide Miotti a Belvedere di Tezze sul Brenta è proprietario di un negozio di articoli per montagna molto conosciuto tra i professionisti di alta quota. Domenica Davide era andato di buon mattino sulla Marmolada con la moglie per accompagnare una coppia di amici. Davide, in quanto professionista, aveva il compito di seguirli ed evitare che commettessero leggerezze. Il destino l'ha tradito. Considerato una guida alpina di spessore, era socio del Cai di Castelfranco Veneto. Tra i dispersi anche una donna residente a Casella d'Asolo

Il ferito portato a Treviso

Il paziente trasferito domenica 3 luglio al Ca' Foncello dopo la tragedia della Marmolada presentava al momento del ricovero politrauma e ipotermia. Dopo le prime valutazioni è stato sottoposto a embolizzazione per lesioni agli organi interni. Gli accertamenti successivi hanno evidenziato un importante edema cerebrale la cui origine è in fase di definizione. Le condizioni cliniche attuali sono stabili: la prognosi rimane riservata. Il paziente, la cui identità resta al momento sconosciuta, è tuttora sedato e intubato.

Zaia e Draghi sul posto

Il presidente del Veneto Luca Zaia è intervenuto lunedì mattina alle ore 12 alla caserma dei Vigili del fuoco di Canazei, dove è stata allestita la centrale operativa di coordinamento delle operazioni di soccorso e ricerca in seguito alla valanga di domenica sulla Marmolada. All'appuntamento saranno presenti anche il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, che insieme alle autorità locali e ai soccorritori faranno il punto della situazione. Il premier Draghi, che ha incontrato i familiari delle vittime e dei dispersi, ha voluto ringraziare tutti gli operatori impegnati nelle operazioni per la loro generosità, professionalità e coraggio: «Voglio esprimere la più sincera, affettuosa e accorata vicinanza alle famiglie delle vittime, dei feriti e dei dispersi, oltre che alle comunità che sono state colpite da questa tragedia. Questo è un dramma che certamente ha dell’incredibile, ma dipende dal deterioramento dell’ambiente e della situazione climatica. Oggi l’Italia piange queste vittime e tutte le italiane e gli italiani si stringono a loro con affetto. Il Governo deve ora riflettere su quanto è accaduto ed è chiamato ad assumere i provvedimenti necessari, perché quanto è accaduto possa essere evitato in futuro».

Il presidente Fugatti ha ringraziato il premier per la visita sui luoghi della tragedia e, nel fare proprie le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ringraziato gli uomini e le donne che, con tempestività sono intervenuti in una situazione oggettivamente complessa: «Canazei, che in passato era già stata colpita da altre tragedie, sta vivendo un dolore particolarmente profondo». Il presidente Zaia ha assicurato: «Le ricerche continueranno: lo dobbiamo ai familiari e a chi è ancora lassù». Il presidente Kompatscher ha rivolto un ringraziamento speciale ai soccorritori e un pensiero ai familiari delle vittime e dei dispersi. Il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio ha ricordato come «in questo momento difficile per il Paese, la risposta operativa è stata importante ed ha visto una collaborazione proficua tra forze diverse. Il sistema nazionale è a disposizione per supportare le attività in questa grande tragedia».

I commenti

«La crisi climatica minaccia sempre di più la montagna. Quanto accaduto domenica sul ghiacciaio della Marmolada - dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente - ci dimostra che non c’è più tempo da perdere. La montagna sta collassando e sta diventando sempre più fragile. Di fronte a questo scenario, l’Italia deve accelerare il passo sulle politiche climatiche dove è in forte ritardo, approvando al più presto l’aggiornamento del piano nazionale integrato energia e clima agli obiettivi del Repower Eu e un piano di adattamento al clima. Servono allo stesso tempo scelte energetiche coraggiose che puntino con forza e vigore sullo sviluppo delle rinnovabili, snellendo definitivamente gli iter autorizzativi dei nuovi impianti, senza continuare ad investire su gas e perdere tempo sulla realizzazione di nuove centrali nucleari. A tal riguardo il nostro auspicio è che l’europarlamento, che si sta riunendo per il voto in plenaria, bocci l’attuale tassonomia verde che considera gas fossile e nucleare come fonti energetiche sostenibili. Per fronteggiare la crisi climatica, servono azioni e interventi coerenti e sostenibili. Se riusciremo a limitare il riscaldamento globale sotto la soglia dei 1,5 gradi come nell’obiettivo degli accordi di Parigi, a fine secolo sopravvivrà un terzo dei ghiacciai, in caso contrario i ghiacciai alpini scompariranno del tutto».

«I ghiacciai alpini sono in codice rosso - aggiunge Vanda Bonardo, responsabile nazionale Legambiente Alpi -. Nell’ultimo secolo hanno perso almeno il 50% della loro superficie. Di questo 50%, il 70% è sparito negli ultimi 30 anni con un’accelerazione inaudita negli ultimi anni.  La combinazione tra clima mite e mancanza di neve dell’inverno 2021/2022 sommati alle alte temperature di questi giorni costituiscono una sorta di tempesta perfetta per la montagna rendendola molto più fragile e pericolosa. Ovunque sui ghiacciai si scorgono ruscelli di acqua, i torrenti impetuosi che ne derivano raccontano di un’emorragia senza pari. Ultime urla di un’agonia che dovremmo cogliere come monito al cambiamento. Un messaggio che rilanceremo anche con la prossima edizione di "Carovana dei ghiacciai", che a metà agosto è pronta a tornare ad alta quota per monitorare i ghiacciai alpini, compreso quello della Marmolada dove siamo stati nel 2020 in occasione della prima edizione».

Dai co-portavoce di Europa Verde – Verdi del Veneto, Enrico Bruttomesso e Luana Zanella. E dalla consigliera regione di EV, Cristina Guarda, arriva «Il nostro cordoglio e pensiero alle vittime e ai feriti sulla Marmolada. Perdono la vita alpinisti, che sono in primis amanti della montagna e custodi della sua natura, spesso feroce e violenta, che vedono donne e uomini attrezzati salire su un ghiacciaio destinato a scomparire prima del tempo».

La consigliera Cristina Guarda dichiara che la posizione di Europa Verde-Verdi Veneto è chiara: «La regione deve riconoscere la crisi climatica. Già tre anni fa, nella scorsa legislatura, chiedevo con una mozione in consiglio regionale di dichiarare la Crisi Climatica nella nostra Regione. Oggi verrà riproposta, memore che i consiglieri della precedente legislatura la bocciarono alla fine, nonostante il Vaia, l'acqua Granda in Consiglio, tornado, downburst, alluvioni, gelate, siccità, bombe d'acqua, inquinamento di acqua ed aria ed effetti della cementificazione. Politicamente si è ancora troppo legati al mantenimento dello status quo dello "sviluppo scorsoio", agendo con passi minuscoli, solo quando un'emergenza diventa socialmente inaccettabile. Quella della Marmolata è una di queste. Ma vogliamo sia l'ultima: ci si preoccupi delle Alpi e dei territori regionali per davvero, non solo per le olimpiadi o per rivendicare la proprietà veneta della Marmolada, lasciandola però orfana di azioni, ma sotto la guida di chi ci aiuta da anni a comprendere gli effetti della crisi climatica».

«Il cambiamento climatico rende più pericolose le nostre montagne e rappresenta una minaccia per l'esperienza e le capacità perfino degli escursionisti più abili. Per questo sarebbe utile attivare il servizio del bollettino Arpa "Neve-Valanghe" anche d'estate, magari con un particolare focus sulle caratteristiche di pericolosità che hanno creato le condizioni della tragedia sulla Marmolada di ieri. Informazioni importanti per la sicurezza di tutti» conclude Matteo Favero, responsabile forum Ambiente e Infrastrutture del Partito Democratico Veneto.

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