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Cronaca Maserada sul Piave

Ubriaco causa un incidente con feriti, assolto per effetto della riforma Cartabia

Un 30enne di Spresiano aveva provocato, nel gennaio del 2018, un sinistro in cui erano rimaste ferite altre due persone. Annullato l'alcol test (che aveva dato come risultato 1,18 grammi per litro) perchè l'uomo non era stato avvisato della possibilità di essere assistito da un legale, il reato è stato dichiarato estinto perchè le vittime sono state risarcite dall'assicurazione

Provoca un incidente, coinvolgendo due veicoli i cui guidatori riportano lesioni gravi. Ma il reato viene dichiarato estinto. E' un altro caso "risolto" dalla riforma Cartabia della Giustizia: derubricato da lesioni aggravate per la guida in stato d'ebbrezza a lesioni semplici, il processo è finito per effetto del risarcimento ai due feriti, per quanto effettuato dall'assicurazione del guidatore che aveva causato il sinistro.

La vicenda risale al gennaio del 2018. Un 30enne di Spresiano aveva causato, a Maserada, un grave incidente stradale in cui erano rimaste coinvolte anche le persone al volante di due auto, finite nella carambola. Il 30enne viene portato in ospedale dove, in seguito agli esami tossicologici, viene trovato con un livello alcolemico pari a 1,8 grammi per litro. Ma il legale del giovane (l'avvocato Marco Furlan) fa una eccezione: nel fascicolo che i carabinieri tramsettono al pubblico ministero Anna Andreatta non c'è la prova che l'uomo sia stato avvisato del fatto che, nel corso della prova, poteva essere assistito da un legale. Il risultato è semplice: dal momento che l'alcol test è nulla, è la tesi dell'avvocato difensore, il reato dovrebbe diventare lesioni stradali semplici. E a seguito della legge di riforma sarebbe perseguibile soltanto su querela delle vittime.

Le persone offese non hanno voluto in realtà ritirare la denuncia. Ma c'è un "ma": a prescidendere dalla volontà degli interessati l'estinzione del reato avviene tramite il risarcimento del danno, liquidato complessivamente in 95 mila euro. Chi mette mano al portafogli non è però il 30enne ma la sua assicurazione. Sul punto si è espressa il giudice Laura Contini: si procede per analogia relativamente a quello sostenuto dalla giurisprudenza in tema, cioè che il risarcimento vale anche se proveniente da un terzo.

Il pubblico ministero, alla fine della propria arringa, aveva chiesto una pena esemplare, pari a 3 anni e 8 mesi di reclusione, oltre alla revoca della patente per 5 anni. La Contini ha però accolto tutte le tesi della difesa e ha prosciolto l'imputato dichiarando l'estinzione del reato.    

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