Spaccio di cocaina, coniugi arrestati ma l'uomo scagiona la moglie

In manette venerdì sera un artigiano 39enne, residente a Casale sul Sile. Per gli investigatori si tratta di uno dei "dettaglianti" di una organizzata rete di spaccio. Secondo lui la donna, una 25enne, non sapeva nulla dei suoi traffici

La cocaina sequestrata

Sessanta grammi di cocaina sulla cui purezza ora verranno condotte delle analisi. Abbastanza droga per produrre quasi 600 dosi, per un valore di poco inferiore ai 6mila euro. E' quanto è stato trovato venerdì sera addosso ad una coppia di coniugi albanesi residenti a Casale sul Sile e finiti in manette a Maserada nel corso di una operazione mirata condotta dai carabinieri. I due stamattina sono comparsi davanti al gip Bruno Casciarri per l'udienza di convalida e l'interrogatorio di garanzia, durante il quale l'uomo, K.B., 39enne da tempo in Italia e con precedenti penali ma non per droga, ha scagionato la moglie, K.B., 25enne anche lei albanese. «Lei non sapeva nulla della droga»: ha detto al giudice. All'albanese è stata applicata la misura restrittiva della custodia cautelare in carcere mentre la donna ha l'obbligo di dimora nel territorio di Casale.

Il 39enne è un artigiano edile ma per gli investigatori si tratta di uno dei "dettaglianti" di una organizzata rete di spaccio attiva nell'hinterland trevigiano e il cui compito sarebbe stato quello di vendere direttamente al consumatore finale. Venerdì sera l'uomo si trovava in macchina, una Lancia Y, con la moglie quando ha raggiunto Candelù di Maserada sul Piave. L'uomo non è a conoscenza di essere seguito da una gazzella dei carabinieri e approfittando del buio si reca in una zona di campagna; scende dalla macchina, si allontana per qualche centinaio di metri e ritorna poco dopo con un involucro in mano. Rimette in moto la sua vettura e prende la strada di casa. Ma lungo il tragitto verso Casale la coppia viene bloccata dai militari dell'Arma che durante la perquisizione nella borsetta della donna trovano un involucro con all'interno i 60 grammi di cocaina. E scatta l'arresto.

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L'operazione del nucleo radiomobile di Treviso

«Nei giorni scorsi si sono susseguite diverse segnalazione di movimenti sospetti nel tardo pomeriggio, dopo il tramonto, in prossimità del greto del Piave in zona Candelù, quindi, sono stati organizzati alcuni servizi di osservazione -spiega Andrea Caminiti, comandante del nucleo radiomobile dei carabinieri- I militari, localizzata più precisamente l’area, sono riusciti ad individuare una utilitaria che si muoveva in quel luogo con due soggetti a bordo. Venerdì verso le 19 i militari hanno fermato l'utilitaria, condotta da un uomo al cui fianco sedeva una donna che, contrariamente a quando ci si attende da una normale coppia nella serata di San Valentino, si erano appartati in un’area boschiva prossima al greto del Piave per dissotterrare dal terreno un vasetto di vetro. Una volta fermata l'autovettura e controllati i due coniugi, dalla borsetta della donna è saltato fuori un vasetto di vetro che custodiva al suo interno, adeguatamente protetti con involucri impermeabili e del riso, per preservare il prezioso contenuto dall’umidità, 58 gr di cocaina di ottima qualità. Per i due trafficanti, K.B. pregiudicato anche per reati specifici, e la moglie K.B. incensurata sono scattate le manette. Indosso i due aveano anche una discreta somma di denaro contante, provento dell’attività di spaccio, dato che i due non svolgono alcuna attività lavorativa. Su disposizione del pubblico ministero della Procura di Treviso, l’uomo è stato associato al carcere di Treviso, mentre la donna in un primo momento piantonata presso l’ospedale Ca’ Foncello, dopo un leggero malore e da questo pomeriggio ai domiciliari a Casale sul Sile».

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