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Massaggio hard su una paziente: naturopata condannato a 4 anni di reclusione

Il medico di Castelfranco Veneto, un cingalese di 52 anni, era accusato di violenza sessuale aggravata: dovrà dare 10 mila euro alla vittima e sarà sospeso dalla professione

CASTELFRANCO VENETO Stangato il massaggiatore di Castelfranco Veneto. Finito di fronte al gup Umberto Donà per rispondere dell'accusa di violenza sessuale aggravata dall'abuso di prestazione d'opera, un naturopata cingalese di 52 anni, difeso dall'avvocato Valentina Sartor, è stato condannato a quattro anni di reclusione e al pagamento di 10 mila euro a titolo di risarcimento danni, immediatamente esecutivo, alla vittima degli abusi, una ragazza castellana di 22 anni che si era costituita parte civile con l'avvocato Luca Dorella.

Il giudice, concedendo le attenuanti generiche equivalenti alla contestata aggravante, ha inoltre disposto la sospensione dalla professione medica per l'intera durata della condanna, una volta passata in giudicato.

I fatti contestati dalla Procura di Treviso risalgono al 27 giugno 2015. Il professionista, che lavora per un centro medico, nei ritagli di tempo ha anche un'attività in proprio e riceve le pazienti non in ambulatorio ma presso la sua abitazione. Quel giorno la giovane aveva preso appuntamento con il naturopata per un massaggio in casa. Una volta stesa sul lettino è iniziato il trattamento. Ma col passare dei minuti le mani del massaggiatore si sarebbero via via concentrate sulle parti intime della ragazza la quale, quando si è sentita violata, ha messo fine a quel massaggio troppo spinto.

Sconvolta per quanto era accaduto, la 22enne ha poi deciso di sporgere denuncia contro il naturopata facendo scattare le indagini dei carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Giulio Caprarola. Nel corso delle indagini sarebbe emerso che in passato il professionista sarebbe stato raggiunto da un'altra denuncia simile, presentata da una donna mestrina.

La magistratura, sentita la testimonianza della presunta vittima, ha chiesto e ottenuto che il professionista venisse processato. Il giudice, nonostante il pm avesse ipotizzato una condanna a due anni di reclusione, in base alle contestazioni ha sentenziato una pena doppia rispetto alle richieste. Le motivazioni verranno depositate tra 45 giorni ma la difesa ha già annunciato ricorso in appello.  

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