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Gigi Datome in Ghirada: lezione ai ragazzi del Master Sbs

L'atleta del Fenerbahce Istanbul ha conquistato l'ultima Eurolega ed è reduce dall'ultimo Europeo. Presente all'evento anche Giusy Versace, atleta paralimpica e conduttrice televisiva, e Andrea Saule, l'uomo che gestisce i social di Allegri e Dybala

TREVISO Si è concluso il primo Open Day del Master SBS 2017-2018 che ha visto, oltre ai 38 masterini, la presenza di una 30ina di interessati ad assistere agli incontri. Andrea Vidotti (founder Ideeuropee e docente SBS dal 2005) ha introdotto il tema della gestione dell'immagine dell'atleta lasciando poi la parola al primo testimone della giornata, Andrea Saule, che ha tenuto uno speech sul tema "La comunicazione nel calcio. Case history: Paulo Dybala e Massimiliano Allegri”. Saule ha raccontato di come ha iniziato con Allegri quando era appena stato esonerato e sta continuando tutt'ora a seguire tutta la sua comunicazione. La mission era far passare il lato simpatico, gentile e socialmente attivo di Allegri. Saule ha evidenziato di come Allegri sia stato il primo allenatore attivo su twitter e del fatto che abbia parlato pubblicamente di alcune situazioni di "crisis management" e di come gestirle.

A seguire l’incontro con il capitano della Nazionale Italiana di Basket, Gigi Datome. Da subito molto disponibile con gli studenti, Datome ha raccontato il suo percorso dagli inizi in Sardegna sino ai dieci anni in Italia, i due in NBA tra Detroit e Boston e le ultime due stagioni al Fenerbahce Istanbul, dove ha vinto cinque titoli tra cui l’ultima Euroleague. Datome ha spesso sottolineato come umiltà, consapevolezza di sé, capacità di lavoro in squadra, onestà intellettuale sono stati e sono tuttora per lui dei punti fissi che gli hanno permesso di superare le difficoltà ed arrivare dove si trova. Numerose le domande degli studenti e i tanti paralleli tra lo sport e il mondo del lavoro.

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Per finire, la giornata ha visto nel pomeriggio la presenza di Giusy Versace, atleta paralimpica e conduttrice televisiva. La Versace ha iniziato raccontando l’incidente che le ha cambiato la vita nel 2005, creando un “prima” e un, completamente diverso, “dopo”. Ha raccontato di come la vita, quella stessa vita a cui si è aggrappata con le unghie e con i denti, abbia acquistato un valore incredibile ai suoi occhi, e di come stia cercando di vivere ogni attimo con la massima intensità e felicità. Ha poi spiegato di come lo sport sia stato (per lei e per tanti altri disabili) la sua ancora di salvezza: da “sportiva” prima, ha raccontato di come si sia trasformata con enorme e doloro sacrificio, in "vera atleta". Ciò che l’ha spinta ad iniziare a correre è stato il tentativo (mal riuscito) da parte dei dottori che la seguivano, di farla desistere da questo suo desiderio: la voglia di poter dare uno “schiaffo morale” a chi non la pensava capace di riuscirci l’ha portata a diventare la prima donna senza due arti d’Italia a correre fino a diventare una vera atleta detenendo il record italiano nei 400 metri. Giusy ha raccontato di come abbia sognato e sperato di poter partecipare ai Giochi Paralimpici di Londra 2012, e la grandissima delusione di essere invece lasciata come riserva che ha rischiato di farle abbandonare per sempre la pista di atletica. Da qui il grandissimo spirito di sfida e competizione che invece l’hanno portata a conquistare la convocazione e la partecipazione ai Giochi di Rio 2016.  Giusy ricorda, poco prima della gara olimpica, la frase della sua mamma: “Ti rendi conto Giusy che 10 anni fa eri su un letto d’ospedale e che oggi sei qui, alle Olimpiadi? Tu hai già vinto tutto!”

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