Geloso della lucciola ungherese, pistolettate all'auto del cliente

Fabrizio Rizzardo, l'agricoltore 46enne di Volpago accusato della sparatoria del 14 giugno al campo nomadi di Villorba, aveva colpito sul Terraglio, a Mestre, nella notte tra il 26 ed il 27 giugno

L'innamoramento per una bella e giovane prostituta ungherese e la rabbia nel vederla salire in macchina con un cliente. E' questo ciò che ha incastrato Fabrizio Rizzardo, l'agricoltore 46enne di Volpago del Montello accusato della sparatoria del 14 giugno al campo nomadi tra via IV novembre e via Rocchette a Villorba. Obiettivo dell'uomo erano il 49enne A.H. e la moglie di 48 anni C.S., rimasta ferita ad una gamba. Stamattina, lunedì, il gip di Treviso Angelo Mascolo ha convalidato il fermo di polizia nei confronti di Rizzardo ma non del presunto complice, il 55enne Agrippino Martignago, residente a Povegliano, che risulterebbe invece del tutto estraneo alla sparatoria.

Durante l'interrogatorio il 46enne ha ammesso le proprie responsabilità. Il giudice per le indagini preliminari ne ha disposto la custodia cautelare in carcere mentre Martignago, arrestato giovedì scorso insieme a Rizzardo con l'accusa di duplice tentato omicidio, è stato rimesso in libertà. Secondo quanto emerso dalle indagini Rizzardo riteneva la famiglia di nomadi come i responsabili di un furto avvenuto in casa sua in cui era stata sotratta anche la fede nuziale della madre morta. Allora si sarebbe affidato a Martignago (che conosce i presunti autori del colpo) per una mediazione che però era fallita.

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Nella notte tra il 26 e il 27 giugno scorso l'agricoltore sarebbe andato ancora a trovare la bella prostituta, solita a "battere" il Terraglio poco fuori Mestre. Vuole riprovare a convincerla a non lavorare più sulla strada ma lei, che in passato lo aveva denunciato per stalking, sale nella macchina di un cliente. Poco dopo partono i primi colpi di pistola mentre Rizzardo. In tutto saranno otto, di cui uno si conficca nel finestrino posteriore di un furgone parcheggiato. E' la stessa giovane ungherese a chiamare il 113 e a fare il nome di Rizzardo. Nel tardo pomeriggio successivo a casa del 46enne a Volpago arrivano i carabinieri per una perquisizione e trovano un bossolo di pistola sotto ad uno dei sedili dell'auto. E' quello relativo al terzo colpo sparato a Villorba.

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