Caserma Serena, nuovo caso positivo al virus: scontri e rivolte

Continua la protesta dei richiedenti asilo iniziata giovedì 11 giugno. Venerdì mattina i migranti hanno sequestrato gli operatori dell'Ulss 2, poi liberati dalle forze dell'ordine

Le proteste di venerdì 12 giugno all'ex caserma Serena

Mattinata di alta tensione all'ex caserma Serena di Casier, alle porte di Treviso, con 320 richiedenti asilo dove, dopo il primo caso positivo al Coronavirus di giovedì 11 giugno, oggi è stato registrato un secondo caso positivo, con il conseguente isolamento della struttura e il confinamento degli ospiti.

Di prima mattina, gli ospiti del centro che dovevano sottoporsi ai test del tampone, hanno sequestrato all'interno della struttura gli addetti della cooperativa e gli infermieri arrivati per fare i controlli, chiudendo le porte al resto del personale e alle forze dell'ordine. A quel punto è stato necessario l'intervento di vigili del fuoco, carabinieri e polizia che sono entrati forzando l'ingresso. La persona positiva al test del tampone sarebbe uno dei richiedenti asilo ospitati nel centro accoglienza, già ricoverato nel reparto di Malattie infettive. Nelle ultime ore sono ancora in corso le trattative tra forze dell'ordine e migranti per far tornare la situazione alla normalità. Il sindaco di Casier Renzo Carraretto, ha commentato l'accaduto con queste parole: «La rivolta è partita da poche decine di facinorosi, questa mattina è stato portato via un richiedente asilo positivo al virus. Ne è nato uno scontro con le forze dell'ordine. La fase dei tamponi è in dirittura d’arrivo e nei prossimi giorni avremo tutti gli esiti. In ogni caso, i due contagiati sono monitorati dal personale sanitario nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Ringrazio tutte le persone che si sono operate per dare una mano nell'emergenza. Gli ospiti devono capire che questi provvedimenti vengono presi per la loro salute. Stamattina era tutto tranquillo, poi quando alcuni di questi migranti si sono svegliati è scoppiato il caos. Penso che la chiusura della caserma sia da valutare, insistendo affinché episodi del genere non capitino più. E' possibile che arrivi qualche espulsione nelle prossime ore. Un segnale forte bisogna darlo» ha concluso Carraretto.

Qui sotto le prime dichiarazioni del sindaco di Casier (Video Facebook dalla pagina: "Prima i trevigiani")

Il commento del sindaco di Treviso

«Questa mattina ci sono stati ancora momenti di tensione alla Caserma Serena, con episodi di violenza posti in atto da parte di alcuni ospiti dopo l’accertamento della positività al Covid-19 di un operatore e, successivamente ai test, di un ospite. Le forze dell'ordine sono dovute intervenire per placare gli animi e porre fine alla rivolta. Ringrazio il Prefetto che sta gestendo la situazione con grandissima attenzione, in costante contatto con Questura e carabinieri». Così il sindaco di Treviso Mario Conte, che ha assistito alle operazioni di Polizia e carabinieri, impegnati a sedare una rivolta di un gruppo di migranti, che hanno tentato di prendere possesso della struttura di Casier. «Il Ministro Lamorgese, invece, dovrebbe lasciare le poltrone romane e venire a vedere cosa sta succedendo alla “Serena”. Non è possibile che i sindaci non abbiano risposte e che si trovino, da soli, a gestire rivolte».

Così invece Davide Acampora, consigliere comunale a Treviso: «Ciò che è accaduto è un atto gravissimo che fa comprendere ancor di più quanto sia pericolosa ed instabile la situazione all'interno dell'ex caserma Serena, in un periodo in cui i trevigiani hanno bisogno più che mai di sicurezza e serenità visto il momento difficile che stanno passando. Il centro di accoglienza è come una bomba ad orologeria, mi auguro che la Prefettura prenda dei provvedimenti esemplari contro i responsabili di questa azione scellerata e ingiustificata dal momento in cui tutti gli "ospiti" erano stati già informati della necessità di effettuare i tamponi.  Il centro di accoglienza deve essere chiuso nel più breve tempo possibile: risulta chiaro che ad oggi sussistono più le condizioni né di sopportazione sociale né tantomeno di accoglienza. Queste risorse piuttosto vengano utilizzate dal Governo per sostenere le migliaia di famiglie e attività commerciali in difficoltà nel nostro territorio».

Salvini: «L'invasione è ricominciata»

Immigrati in rivolta nel centro di accoglienza di Casier, in provincia di Treviso. Operatori chiusi nella struttura e decine di donne e uomini in divisa costretti a intervenire. Con la Lega al governo, avevamo bloccato gli sbarchi e ridotto le presenze di clandestini in tutta Italia - dichiara il leader della Lega Matteo Salvini, commentando quanto sta accadendo all'ex caserma Serena - Ora l'invasione è ricominciata: chiedo al ministro Lamorgese un intervento immediato. Soprattutto nel bel mezzo dell'emergenza Covid. Treviso e tutti gli altri Comuni vanno aiutati e difesi e non danneggiati con la presenza di violenti e balordi» conclude il leader leghista.

Villanova: «Colpevoli vanno rimpatriati»

«E' ora di finirla, siamo stanchi di pagare accoglienza ed assistenza a chi tira sassi ed assalta le forze dell'ordine. Questi non sono dei disperati che hanno bisogno di essere compresi, ma degli ingrati! Rimandiamoli a casa loro, una volte per tutte!» Interviene con queste parole il consigliere regionale Alberto Villanova in relazione alle notizie di queste ore che riportano di scontri all'interno della caserma Serena dove alcuni profughi, che non vogliono sottoporsi al regime di quarantena nonostante i due casi registrati di Covid-19. «Esprimo anzitutto la mia solidarietà alle forze dell'ordine, ragazzi, padri di famiglia, che devono essere tolti dal controllo del territorio per andare a sedare una rivolta che non sta né in cielo, né in terra. Il punto è questo, infatti: mentre negli ultimi mesi i Veneti hanno dovuto sopportare, in silenzio, con rigore, le ferree ma necessarie disposizioni per scongiurare il rischio di un contagio incontrollato, qualcun altro vorrebbe fare come gli pare e piace. Qualcuno che, tanto per ricordarlo, qui, a casa nostra è ospite. E pure spesato! Il Governo e il Ministro si impegnino a rispedire a casa loro questa teppaglia: non c'interessa nulla capire se vantano dei diritti di essere ospitati, mancano di rispetto a noi e alle Forze dell’ordine, motivi più che sufficienti per tornare immediatamente da dove sono venuti» chiude Villanova.

Fratelli d'Italia: «Allarme sicurezza»

«Se ieri parlavamo di allerta sanitaria, dopo i fatti di oggi scoppia l'allarme sicurezza. Cosa deve accadere ancora prima che ci si decida finalmente ad espellere dall'Italia chi commette reati? Faccio un appello al Ministro dell'Interno Lamorgese perché prenda in mano la situazione e risolva la questione delle diverse sacche di illegalità all'interno dei centri di accoglienza» così il deputato e coordinatore veneto di Fratelli d'Italia, Luca De Carlo, dopo la rivolta che anche questa mattina ha visto coinvolti diversi profughi ospitati alla caserma Serena di Casier, nel Trevigiano, che ha visto alcuni ospiti protagonisti di atti di violenza. «Qui non si tratta di razzismo, anzi: è proprio in nome dell'uguaglianza che chiediamo che tutti, a prescindere dal colore della pelle, rispettino le regole, sanitarie e di ordine pubblico, e che chi sgarra venga punito» conclude De Carlo. Tra gli amministratori accorsi sul luogo dei fatti anche Davide Visentin, capogruppo di Fratelli d’Italia a Treviso, e Raffaele Freda, consigliere di Preganziol. Visentin: «È necessario che intervenga il Ministro Lamorgese, le regole sono uguali per tutti, i richiedenti asilo devono sottoporsi alla quarantena come è accaduto a chiunque sia entrato in contatto con il virus. Pretendiamo il pugno duro da parte delle istituzioni e l’espulsione immediatamente dopo che avranno trascorso la quarantena nella caserma». Sulla stessa linea d’onda anche Freda: «Quanto accaduto è inaccettabile, alle Serena si è davvero oltrepassato il limite. La protesta era già di per sé ingiustificabile ma ora apre una vera e propria questione sulle Serena, che due operatori sanitari siano messi in pericolo dagli ospiti è una cosa che non si può tollerare».

Variati: «Operatore positivo, legge uguale per tutti»

Il Sottosegretario all'Interno, Achille Variati, commenta con queste parole i fatti di Casier: «Sia chiaro: se in una comunità si riscontra anche un solo positivo, tutto i suoi membri vanno sottoposti a tampone e ad un periodo di isolamento. Ciò vale per gli italiani e, in pari misura, per gli immigrati richiedenti asilo. Queste sono le regole e le regole vanno rispettate. Non accetteremo né provocazioni né ribellioni. Per quanto è successo all’interno della struttura, la magistratura e le autorità competenti faranno le indagini del caso con le conseguenze previste dalla legge. A Salvini, che come al solito pontifica e strumentalizza, ricordo che questa struttura era nata già nel 2015: quando lui era vicepremier e Ministro dell’Interno non ha ritenuto di chiuderla. La situazione, comunque, ora risulta sotto controllo. Vigileremo con la massima fermezza e attenzione, ma con la stessa forza chiediamo alle parti politiche la responsabilità che un momento così difficile della storia italiana richiede. Interrogare, controllare, criticare è sacrosanto; strumentalizzare ogni episodio per fare della propaganda incendiaria non è serio né onorevole. Se lo fa Salvini non si stupisce ormai nessuno; ma dispiacerebbe si prestassero a queste strumentalizzazioni pericolose amministratori locali che hanno la responsabilità dei territori».

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