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Caso migranti: Giovanni Manildo chiede un incontro con il prefetto Laura Lega

Il sindaco di Treviso: “Serve un impegno collettivo per far conoscere e far rispettare a chi arriva le regole della nostra comunità”

TREVISO Un incontro con il Prefetto, i gestori dei servizi di accoglienza, i mediatori culturali, gli altri sindaci. A chiederlo il sindaco di Treviso Giovanni Manildo per affrontare, anche con nuovi strumenti, la questione dei migranti a Treviso e non solo.

“E’ un problema di portata internazionale – dichiara Manildo – ma chi deve fare i conti tutti i giorni con la gestione degli arrivi, la convivenza con le comunità che accolgono, siamo noi sindaci e indubbiamente il Prefetto. A Treviso i controlli ci sono e funzionano – sottolinea -  sicuramente grazie all’impegno della nostra polizia locale e grazie alla nuova sinergia tra le diverse forze dell’ordine data dal Patto per la sicurezza che abbiamo siglato di recente. Ma il problema che dobbiamo affrontare è più profondo ed è decisamente culturale: spesso chi arriva non conosce quali siano le regole della comunità che accoglie e quali siano le norme da rispettare".  

Manildo guarda all’impegno dell’amministrazione che sul punto si è già messa in moto: “Con il vicesindaco e assessore alla sicurezza Roberto Grigoletto abbiamo già dato disposizioni che la nostra polizia locale collabori con chi gestisce l’accoglienza nei centri, con le cooperative, per fornire nozioni di base sia sulla sicurezza stradale, ma anche sulle norme di comportamento che sono proprie della nostra comunità. Serve però uno sforzo comune – aggiunge il primo cittadino - un impegno su più livelli che coinvolga tutti: penso ai mediatori culturali, alle cooperative, a tutte le realtà che gestiscono insieme e per conto dei Comuni l’accoglienza”.

Il sindaco, che ha preso contattati con la rappresentante dell’ufficio territoriale di Governo già questa mattina, si è detto soddisfatto del colloquio intercorso: “Ho sentito piena apertura da parte del Prefetto Lega che ben comprende la preoccupazione dei sindaci affinché tutti rispettino le regole delle comunità che accolgono e che condivide il fatto di proseguire sulla strada già tracciata con la messa a punto di nuovi corsi e l’adozione di nuovi strumenti. E’ certo – chiude il sindaco - che il modello dell’accoglienza diffusa, unico strumento ad oggi capace di dare una risposta, seppur parziale, al fenomeno, sta già mostrando i suoi effetti positivi nei territori che lo stanno applicando. Su questa strada dobbiamo continuare, sgombrando il campo da pregiudizi di natura politica e ragionando da amministratori interessati davvero al bene della loro comunità”.  

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