Cronaca Mogliano Veneto

Abusi sessuali su due colf, Giancarlo Miotto è stato rinviato a giudizio

Lo ha deciso oggi, 4 maggio, il gup di Treviso Marco Biagetti accogliendo la richiesta della Procura. L'inizio del processo all'80enne ex petroliere di Mogliano è fissato per il 14 novembre del 2024

Giancarlo Miotto, 80enne ex petroliere di Mogliano, titolare della "Miotto Generali Petroli", andrà a processo. A deciderlo è stato il gup di Treviso Marco Biagetti che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Barbara Sabattini ed è ha disposto il rinvio a giudizio in cui Miotto dovrà difendersi dall'accusa di violenza sessuale. La prima udienza del procedimento è stata fissata per il 14 novembre del 2024.

Ad accusare Miotto ci sono due domestiche che alla Procura di Treviso hanno raccontato di abusi sessuali che si sarebbero verificati nella villa dell'uomo tra il luglio del 2007 e i primi giorni di gennaio 2021. Ma le donne, una cingalese e una filippina, non si sono costituite come parte civile: l'80enne le ha infatti risarcite con una somma che, in totale, è di  75 mila euro. Una transazione economica che non equivale a una ammissione di colpa ma che consente all'ex petroliere di chiudere la vicenda dal punto di vista civile, sia per quanto riguarda gli ultimi stipendi (quelli che le lavoratrici sostenevano che Miotto non avesse versato) che per il "risarcimento" dei presunti abusi.

Miotto, stando alla versione di una delle presunte vittime, l'avrebbe molestata in «almeno dieci occasioni» in cui l’avrebbe invitata a seguirlo in una stanza della villa, chiudendo la porta a chiave. E lì l’avrebbe palpeggiata e, «trattenendola con le braccia» sarebbe stata costretta a subire rapporti sessuali. L’altra colf ha invece denunciato quattro episodi – avvenuti nel settembre del 2020, tre mesi dopo la sua assunzione come domestica nella villa di Mogliano – tutti molto simili a quelli ricostruiti dalla collega.

Anche sulla base del video che avrebbe ripreso la violenza e delle chat scambiate dal petroliere con le due donne, la Procura di Treviso ritiene credibili le testimonianze, tanto che l'uomo, che ha sempre parlato invece di "incontri consensuali", nella primavera del 2021 -  quando emerse il caso -  rimase in carcere per circa una settimana prima della concessione dei domiciliari.
 

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