Cronaca

Baby gang, parla uno dei ragazzi: «Ho sbagliato, voglio ricominciare»

Il giovane, un 19enne di Mogliano Veneto, si scusato davanti al gip Piera De Stefani. Gli altri due, anche loro appena maggiorenni, hanno preferito avvalersi della facoltà di non rispondere

La baby gang in azione

«Ho sbagliato, me rendo conto e sono pronto ad accettare le conseguenze del caso». F.S, 19enne di Mogliano (difeso dall'avvocato Valentina Calzavara) è stato l'unico a parlare dei  "ragazzi terribili" accusati di aver rubato auto con le quali poi mettevano segno spaccate ai danni di tabaccherie, stazioni di servizio, negozi, soprattutto nelle zone di Casale sul Sile, Casier, Preganziol e Mogliano Veneto. Comparsi oggi, martedì 18 maggio, di fronte al gip di Treviso Piera De Stefani i tre (con F.S. erano presenti anche G.F., 20enne del trevigiano - difeso dall'avvocato Barnaba Battistella - e E.M., 18enne residente nel veneziano, arrestati insieme a due minorenni, un 15enne e una 16enne) sono sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari, su cui il giudice si è riservato.

Il 19enne, contrariamente agli altri, ha voluto rispondere alle domande del gip. «Ho capito che quello che ho fatto è sbagliato, voglio tirare una riga e ricominciare» ha detto il ragazzo, che viene da una buna famiglia ed è anche impegnato con la protezione civile. I capi d’imputazione, in totale ben 17, sono riferiti al reato di rapina, furto aggravato, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale in concorso attribuiti a vario titolo.  

La banda, nonostante le restrizioni in atto per il Covid-19, proprio a partire dalla notte di Capodanno del 2021 e per tutto il mese di gennaio, aveva imperversato con le sue scorribande, secondo un ricorrente modus operandi: furti (e in un caso addirittura una rapina) commessi in danno di proprietari di autoveicoli che poi venivano spesso utilizzati, anche apponendo targhe rubate in precedenza, come ariete per compiere spaccate ai danni di esercizi commerciali. Spesso avevano anche immortalato con gli smartphone le loro gesta.

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