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Cronaca Mogliano Veneto

Bambino tolto agli affidatari, presentata una seconda denuncia

La coppia di Mogliano, dopo l'archiviazione di parte della prima querela, ha nuovamente denunciato tre dipendenti della Usl 2 per falso ideologico. Intanto la Corte di Appello ha deciso di riaprire la causa civile per l'adozione chiesta proprio dai due coniugi

La denuncia che avevano sporto per falso idelogico è stata archiviata, lasciando in piedi solo la contestazione di omessa denuncia in relazione ad un documento, firmato dalla coordinatrice della scuola elementare, che lanciava pesanti accuse sulle "gestione" del bambino da parte dei genitori affidatari ma che però non sarebbe mai stata trasmessa dai servizi sociali della Uls 2 ai magistrati.

Ora però, come riporta Il Corriere del Veneto,  l'avvocato Giovanni Bonotto, legale della coppia di Mogliano a cui il bambino era stato tolto e affidato ad una comunità nel giugno del 2021, ha presentato una nuova denuncia a carico di Pasquale Borsellino, direttore dell'Uoc Infanzia, Adolescenza e Famiglia dell'azienda sanitaria trevigiana, Valerio Favaron, assistente sociale del servizio affido e della psicologa Valentina Castelli. Il reato, ancora una volta, è quello di falso in atto pubblico: i tre, nel marzo del 2021, avrebbero steso una relazione nella quale si diceva che gli affidatari del bimbo, portato via quando aveva 9 anni, non sarebbero stati più interessati al minore. Ma pochi giorni dopo venne presentata la richiesta per mettere in moto la procedura di adozione.

Una contraddizione che non è passata inosservata alla Procura Generale di Venezia che ha deciso di riaprire il caso (in sede civile) relativo proprio all'adottabilità richiesta dai due moglianesi. I giudici veneziani hanno già proceduto a nominare un perito che dovrà esaminare nei prossimi mesi i coniugi e anche la loro relazione con il bimbo, attualmente affidato ad un'altra famiglia. L'avvocato Bonotto, per conto dei suoi assistiti, ha invece dato incarico come consulente di parte a Tullio Franceschini.

La data della nuova udienza preliminare in cui Borsellino, Favaron e la Castelli rischiano il rinvio a giudizio per il reato di omessa denuncia si svolgerà il prossimo 24 giugno davanti al giudice Carlo Colombo. Nel frattempo la suora che aveva redatto la relazione in cui accusava gli affidatari di violenze, rinviata a giudizio per il reato di calunnia (l'udienza preliminare, in cui sarà difesa dall'avvocato Stefano Zoccarato, ci sarà il 9 giugno) non è più la coordinatrice della scuola paritaria frequentata al tempo dal bambino.

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