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Voleva proteggere il figlio scappato dopo un controllo dei carabinieri, patteggia 8 mesi

Voleva proteggere il figlio scappato dopo un controllo dei carabinieri, patteggia 8 mesi

Simula il furto dell'auto per coprire il figlio, 70enne patteggia

L'uomo, residente a Scorzè, ha finto che gli fosse stata rubata la macchina la sera in cui il figlio Christian si è reso protagonista di una resistenza ai danni dei carabinieri di Mogliano

Aveva denunciato il furto della propria auto ai carabinieri di Mogliano ma era solo una "copertura" per il figlio 33enne che la sera del 25 maggio 2018 era stato fermato da una pattuglia dei carabinieri ed era fuggito. Così B.A., 70enne di Scorzè, si è ritrovato a processo con l'accusa di simulazione di reato ed ha patteggiato oggi, venerdì 12 febbraio, un pena di otto mesi di reclusione con la sospensione condizionale.

Quella notte di maggio di quasi 3 anni fa il figlio dell'uomo, venne fermato dai carabinieri a Mogliano Veneto. I militi dell'Arma volevano procedere ad un controllo del veicolo il cui guidatore si era reso protagonista di  molteplici infrazioni al codice della strada. Ma una volta bloccato il 33enne aveva aggredito il carabiniere che lo stava identificando. In particolare il giovane prima arrestava la marcia, poi la riprendeva cercando di investire il militare, costretto a scansarsi rapidamente. Il giovane riusciva a fuggire prima andando a urtare il mezzo dei carabinieri, poi, sempre a forte velocità, sbattendo contro il muro di recinzione di una abitazione privata.

Tre giorni dopo, presso la Caserma dei carabinieri di Mogliano si presenta il padre, che denuncia di essere stato oggetto del furto dell'auto proprio la notte in cui il figlio si era reso protagonista della "bravata". L'intento è chiaro: dimostrare che nessuno della sua famiglia poteva essere alla guida della macchina e che la resistenza di cui si è reso protagonista il figlio (che per quei fatti verrà giudicato separatamente) era stata in realtà compiuta dal supposto ladro di macchine. Ma le coincidenze attirano l'attenzione dei carabinieri, che iniziano ad indagare. E che, anche grazie alla confessione dell'uomo, ricostruiscono la verità.  
 

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