Cronaca

La Procura apre un fascicolo sul caso del bambino tolto ai genitori affidatari

La notizia di reato è stata iscritta a "modello 45", senza cioè indagati, ed è stata messa lungo la corsia preferenziale riservate alle persone fragili. Secondo l'avvocato della famiglia l'ipotesi di reato sarebbe quella di abuso d'ufficio

Aperto un fascicolo sul caso del bambino di Mogliano tolto agli affidatari

La Procura della Repubblica di Treviso ha aperto un fascicolo sul caso del piccolo di 8 anni che è stato "strappato" agli affidatari alla viglia della valutazione sulla sua adottabilità definitiva da parte della famiglia di Mogliano che aveva in cura il piccolo. La notizia di reato è stata iscritta a "modello 45", senza cioè indagati, ed è stata messa lungo la corsia preferenziale riservate alle persone fragili. «Ritengo - spiega Giovanni Bonotto, l'avvocato che difende la famiglia affidataria - che l'ipotesi di reato su cui stanno lavorando gli inquirenti sia quella di abuso d'ufficio».

Il piccolo, che da 4 anni si trova all'interno del nucleo moglianese, era stato prelevato lo scorso 7 giugno su provvedimento emanato dal Tribunale dei Minori di Venezia, sulla base, sua volta, di una relazione degli assistenti sociali della Usl 2. All'origine vi sarebbe un documento, redatto dalla suora che è anche la coordinatrice della scuola paritaria di Preganziol frequentata dal bambino, secondo cui il piccolo Claudio (il nome è di fantasia) sarebbe stato «vittima di violenze e percosse, umiliazioni con docce fredde come punizione per avere fatto la pipì a letto, ha i capelli strappati». Il fascicolo aperto in Procura prende spunto dalla lettera aperta mandata dai due coniugi, tra gli altri, al Tribunale di Minori, ai vertici della Uls 2 e al presidente della Regione Luca Zaia , in cui si contestava apertamente l’operato dell’equipe affido dell’azienda sanitaria.

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