Cronaca

Truffa della "lucidatura", padre e figlio finiscono alla sbarra

Ercole e Abramo Hudorovich, 60 e 30 anni, entrambi residenti a Paese, sono a processo per estorsione nei confronti del parroco di Campocroce da cui si sarebbero fatti dare, dietro a minacce, 61 mila euro per rimettere a nuovo degli arredi sacri

La chiesa di Campocroce

«Quando ho saputo dai giornali che erano stati arrestati mi sono detto: ecco chi mi ha truffato». Avevano messo a segno una serie di "colpi" in tutto il nord Italia Ercole e Abramo Hudorovich, padre e figlio di 60 e 30 anni residenti a Paese, tutti secondo la modalità della "truffa della lucidatura", arredi sacri che si offrivano di lucidare appunto a prezzi stracciati. Ma poi il costo dell'operazione, che veniva dichiarato in poche migliaia di euro, saliva vertiginosamente e i prodotti che venivano utilizzati per "rimettere" a nuovo candelabri e croci della chiese sarebbero stati solo delle copie dell'oro e dell'argento millantati. Vittime dei due, che sono di etnia rom, una serie di parroci sparsi per il Bel Paese tra cui don Elio Grosso, 54 anni, che svolge il suo ministero a Campocroce. A lui i due Hudorovich sono riusciti a far tirare fuori addirittura 61 mila euro, a fronte di un prezzo che, per 18 candelabri, 6 croci di cui una a stile e una lampada decorativa, avrebbe dovuto essere di 2.000 euro.

I due sono a processo a Treviso con l'accusa di estorsione e sostituzione di persona. Nel 2016 avevano avvicinato il parroco di Campocroce cercando di convincerlo a dargli alcuni oggetti da sottoporre alla lucidatura. «Abbiamo bisogno di lavorare, abbiamo una famiglia molta numerosa» avevano detto, spacciandosi per Hudorovich di Udine. Il prete aveva a lungo resistito, poi aveva ceduto anche perché, in quel periodo, si trovava in una fase della vita particolarmente delicata, alle prese con la malattia della madre, che aveva una sindrome degenerativa.

Dopo aver dato 1.300 euro di anticipo l'amara sorpresa: il costo della lucidatura era salito a 51 mila euro. Don Elio Grosso, che è stato anche minacciato, gli ha pagati tutti, anzi di più, attingendo alle riserve personali e al denaro che era stato donato dai parrocchiani. Poi, nel dicembre del 2017, la svolta: Ercole e Abramo Hudorovich ci riprovano, questa volta mettendo nel mirino la parrocchia di Sambughè. Ma l'assistente del parroco, che è anche un sacerdote che si occupa, per la curia, proprio del restauro di arredi sacri, fa scattare la trappola e all'appuntamento con i due, in cui avrebbe dovuto consegnare quasi 40 mila euro, si presentano anche i carabinieri, che fanno scattare le manette ai polsi dei truffatori. Dall'esame dei telefoni di Abramo Hudorovich spuntano alcune chat avute con il don Elio che, contattato dai carabinieri, decide di sporgere denuncia.

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