Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

A Zerman spunta la tendopoli, in arrivo altri 50 profughi

E' stato allestito all'ex B&B "Le Magnolie". Furente il sindaco di Mogliano, Carola Arena: "La Prefettura non ci ha mai informati di questa decisione, non ha mai coinvolto l'amministrazione comunale nella gestione di una scelta politica"

foto da La Tribuna

MOGLIANO VENETO Il Sindaco di Mogliano Veneto, Carola Arena commenta con sdegno ed esprime una profonda censura rispetto alla decisione assunta dalla Prefettura di allestire una tendopoli a Zerman per accogliere i migranti. “La Prefettura – commenta il Sindaco Arena – non ci ha mai informati di questa decisione, non ha mai coinvolto l’amministrazione comunale nella gestione di una scelta politica, quella dell’accoglienza, che riguarda in primo luogo la comunità locale.”

“Scegliere – continua il Sindaco – di allestire una tendopoli è una decisione assolutamente sbagliata che nulla ha a che vedere con quella politica di “accoglienza diffusa” che il Prefetto va sbandierando sin dal suo arrivo in questo territorio. Mogliano, del resto, ha già completato la quota di ospitalità definita dai parametri ministeriali.”

“Inoltre – continua Arena – non siamo a conoscenza di quante persone eventualmente dovrebbero essere ospitate in questa tendopoli e da quando: in ogni caso, soprattutto con il sopraggiungere dell’inverno questa situazione diventa ulteriormente vergognosa oltre che disumana.” “Vorrei proprio sapere – conclude il Sindaco di Mogliano Veneto – cosa abbia fatto, fino ad oggi, la Prefettura per convincere i cosiddetti comuni “ribelli” ad accettare la propria quota di migranti. L’accoglienza diffusa sulla quale siamo tutti d’accordo, infatti, prevede che ciascuno faccia la propria parte e che ci siano regole uguali per tutti altrimenti si creano vere e proprie bombe sociali come quella che vorrebbero piazzare, attraverso questa scelta, a Mogliano. La nostra Amministrazione ha chiesto, formalmente, alla Prefettura di non procedere con la tendopoli di Zerman e di individuare, immediatamente, nei comuni che fino ad ora non hanno garantito la propria quota di accoglienza, una soluzione che sia dignitosa per tutti, anche per gli stessi migranti.”

I veneti hanno finalmente la possibilità di sapere tutta la verità sul piano del Governo per i profughi. A dirlo è il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, Jacopo Berti, che suggerisce: “Vadano a chiederlo direttamente a Renzi, che sarà a Padova per due giorni”. La tensione nel padovano è altissima a causa dei continui arrivi di nuovi profughi e degli spostamenti dei migranti ospitati nelle varie strutture. “Ma la colpa di tutto questo non è dei veneti, la cui pazienza è finita da un pezzo, e nemmeno dei profughi – avverte Berti – che sono diventati moneta sonante nelle mani delle cooperative. È arrivato il momento di scoperchiare questo tombino e di fare luce su cosa sta accadendo nella nostra regione. Vogliamo sapere tutto sulle cooperative, su chi le manovra e quanto guadagnano. Ci devono dire una volta per tutte cosa si nasconde dietro al business dell’accoglienza”.

“I profughi hanno paura – continua il consigliere regionale – sanno che se parlano troppo possono incappare in punizioni e magari essere spostati chissà dove. Durante le ispezioni, guarda caso, è sempre tutto in ordine. Poi, quando alle spalle degli ispettori si chiudono i cancelli degli hub e delle strutture, nessuno sa cosa succede là dentro”. “Chi sa parli – conclude Berti – ma per le informazioni spicce consigliamo ai veneti di andare a domandarle a Renzi, che giovedì e venerdì sarà a Padova per il suo solito tour politico. Non si facciano illusioni, però, hanno già detto che il presidente sarà blindato. Probabilmente perché sa che qui in Veneto non è un ospite molto gradito”.

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