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Cronaca Mogliano Veneto

Violenza sessuale su due dipendenti, chiesto l'incidente probatorio su un file audio

Oggi 26 gennaio si è svolta l'udienza preliminare nel caso di Giancarlo Miotto, l'82enne ex petroliere accusato di abusi sessuali, che sarebbero avvenuti tra il 2020 e il 2021 nella sua villa a Mogliano Veneto. La difesa dell'uomo ha chiesto la trascrizione del parlato relativo ad un video che sarebbe la prova regina della sua colpevolezza - fatto da una delle vittime - che confermerebbe invece come gli incontri fossero consensuali

Nell'audio di un video, che l'accusa ritiene essere la "prova regina" degli abusi, ci sarebbero invece le prove che gli incontri "hot" erano invece consensuali. Per questo oggi, 26 gennaio, nel corso dell'udienza preliminare nel procedimento a carico dell'ex petroliere di Mogliano, l'82enne Giancarlo Miotto, la difesa ha chiesto la trascrizione e l'ascolto di quel file in incidente probatorio. Il gup Marco Biagetti si è messo in riserva e domani deciderà se accogliere l'istanza dei legali dell'uomo (gli avvocati Enrico Ambrosetti e Enrico Tonolo) o se invece procedere con la discussione del caso che potrebbe portare Miotto al rinvio a giudizio, salvo che i difensori non facciano richiesta di abbreviato.

Ad accusare l'uomo, un tempo patron della "Miotto Generali Petroli", che passò da fatturare 250 milioni di euro a chiedere il concordato fallimentare, ci sono due colf che prestavano il proprio servizio presso la villa dell'82enne a Mogliano Veneto. Alla Procura di Treviso, più di un anno fa, avevano raccontato di violenze sessuali - alcune documentate con un video del telefonino - che si sarebbero verificate tra il luglio del 2020 e i primi giorni di gennaio 2021. Le donne, una cingalese e una filippina, non si sono però costituite come parte civile: l'ex petroliere ha infatti risarcito entrambe per un totale di 75 mila euro. Una transazione economica che non equivale a una ammissione di colpa ma che consente a Miotto di chiudere la vicenda dal punto di vista civile, sia per quanto riguarda gli ultimi stipendi (quelli che le lavoratrici sostenevano che Miotto non avesse versato) che per il "risarcimento" dei presunti abusi.

L'80enne, finito anche dietro le sbarre nella primavera del 2021 prima di vedere la misura cautelare attenuata in arresti domiciliari, stando alla versione di una delle presunte vittime l'avrebbe molestata in «almeno dieci occasioni» in cui l’avrebbe invitata a seguirlo in una stanza della villa, chiudendo la porta a chiave. E lì l’avrebbe palpeggiata e «trattenendola con le braccia» avrebbe costretto la donna a a subire rapporti sessuali. L’altra colf ha invece denunciato quattro episodi – avvenuti nel settembre del 2020, tre mesi dopo la sua assunzione come domestica nella villa di Mogliano – tutti molto simili a quelli ricostruiti dalla collega.

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