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Immagini "proibite" nell'hard disk esterno, 60enne assolto

La vicenda era accaduta a Monfumo nel 2015. L'uomo, giudicato in abbreviato per violenza sessuale sulle nipoti della compagna, era accusato di aver detenuto files pedopornografici

Assolto perché il fatto non costituisce reato. E' finito con una assoluzione il processo al 60enne di Monfumo accusato di avere detenuto, in un hard disk esterno al computer, immagini pedopornografiche. Il giudice Leonardo Bianco, nell'emettere la sentenza con la formula dubitativa, pare quindi aver abbracciato la tesi della difesa, secondo cui l'uomo non era a conoscenza del contenuto del supporto incriminato.

La vicenda è parte di una più ampia storia di violenze sessuali in ambito familiare. L'uomo infatti è stato giudicato in abbreviato per avere avuto rapporti orali con nipote, al tempo dei fatti 15enne, della ex compagna ed essersi masturbato in presenza dell'altro nipote, di qualche anno più piccolo. E' il 2015 quando, a Monfumo. i due giovanissimi raccontano le violenze al padre che fa in maniera la che madre, allora compagna del 60enne, lo cacci di casa. E sporge subito denuncia ai carabinieri. Nel frattempo, scoperto un supporto esterno del computer dell'uomo, decide di controllarlo. Dentro, nascosti tra i file, scova filmini pornografici.

Due in particolare attirano la sua attenzione perché sembrano ritrarre dei minorenni. Una perizia biometrica, sulla base dei dati antropometrici, dice che in effetti si tratta di soggetti estremamente giovani impegnati in atti sessuali con adulti. Il 60enne aveva scelto però di andare a processo per dimostrare la propria innocenza. «Non sapevo nulla dell'esistenza di quei files» aveva detto per difendersi. Il giudice, evidentemente, ha creduto alla sua versione dei fatti.

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