La bomba? "E' stato qualcuno che è stato infastidito dalla mia attività"

Intervista a Simone Rech, imprenditore vitivinicolo di Monfumo vittima lunedì notte di un grave gesto intimidatorio. I reperti dell'ordigno sono stati spediti al Ris di Parma

MONFUMO Proseguono le indagini dei carabinieri di Castelfranco sull'ordigno fatto esplodere di fronte all'abitazione dell'imprenditore vitivinicolo Simone Rech, 31 anni, titolare della "Tenuta Amadio". L'episodio è avvenuto nella notte tra lunedì e martedì, poco dopo mezzanotte, in via Biss a Monfumo. Una vera e propria bomba, forse una granata, è esplosa distruggendo il portone blindato dell'abitazione del 31enne, alla guida di un'impresa fiorente e pluripremiata anche al Vinitaly. Ciò che resta dell'ordigno, costruito da mani esperte secondo gli investigatori, è stato spedito al Ris di Parma per gli accertamenti del caso. La bomba, e questo è il dato più raggelante, avrebbe potuto uccidere chi si trovava nei paraggi: le schegge dell'ordigno si sono addirittura conficcate sulle pareti. Il padre del 31enne, Emanuele Rech, era stato assolto tempo fa da un'accusa per truffa su fondi stanziati dall'Unione Europea. In passato ci sono stati altri gesti di vandalismo nei confronti di "Tenuta Amadio": nel novembre 2016 furono rovesciate alcune botti di vino e in precedenza anche uno dei mezzi era stato danneggiato. L'episodio della bomba però è di una gravità nettamente superiore.

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Simone Rech, anzitutto come si sente? Cosa ha pensato l'altra notte quando ha sentito il boato della bomba?
"Io mi sento bene, come sul subito. Inizialmente ho pensato fossero dei ladri, ad un tentativo di scasso o ad un atto vandalico. Poi abbiamo chiamato subito i carabinieri, sia per le indagini che a scopo assicurativo".
Si è dato una spiegazione di quanto è successo?
"C'è forse qualcuno che qualcuno che è stato infastidito dalla mia attività, è già successo ad altri e non è detto che siano per forza del settore vino. La gelosia, l'invidia può venire da qualsiasi persona. Non lo escludo a priori, queste sono ipotesi aperte".
Ha mai ricevuto minacce in questi ultimi mesi?
"No mai"
Pensa che volessero colpire trasversalmente suo padre?
"Siamo due entità separate, lui fa la sua attività e io vivo per conto mio; fosse così avrebbero colpito lui direttamente".
Riesce a dormire tranquillo?
"Certo dormo tranquillo".

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