Attivo a Montebelluna il controllo del vicinato: 460 aderenti attraverso 16 gruppi

Nato dopo un iter complesso e partecipato che è partito poco più di due anni fa, il controllo di vicinato rappresenta un progetto di sicurezza partecipata

Controlli di vicinato

Ben 460 cittadini coinvolti attraverso 16 gruppi: sono questi alcuni dei numeri del progetto di "Controllo Del Vicinato" da poco avviato nel Comune di Montebelluna. Nato dopo un iter complesso e partecipato che è partito poco più di due anni fa, il controllo di vicinato rappresenta un progetto di sicurezza partecipata, un efficace strumento di prevenzione contro la criminalità, con il coinvolgimento attivo dei cittadini attraverso la cooperazione delle Forze dell'Ordine così da ridurre il verificarsi di reati contro la proprietà e le persone, contrastare la microcriminalità e le forme di devianza sociale. E’ un ambizioso percorso di collaborazione tra cittadini, amministrazione comunale e Forze dell'Ordine per la promozione della sicurezza urbana in cui si privilegia il benessere collettivo, e si realizza una nuova dimensione di sicurezza: una sicurezza partecipata e condivisa.

L'iniziativa parte sempre dal basso, anche a Montebelluna, ovvero non dalle istituzioni ma da un gruppo di vicini che a prescindere dalla propria fede politica, razza, religione, decide di unirsi e cooperare per migliorare il clima di sicurezza e porre fine o diminuire comportamenti anti-sociali nella propria area.

SCOPI DEL PROGETTO "CONTROLLO DEL VICINATO"

-Prevenire i crimini aumentando la sicurezza e la vigilanza dei cittadini, creando e mantenendo una comunità attenta

-Ridurre l'idea di "timore" da parte della cittadinanza, soprattutto delle fasce più deboli,

-Promuovendo un senso di solidarietà

-Rafforzare un clima di fiducia nei propri vicini, nelle persone, e nelle istituzioni

-Migliorare il rapporto Forze dell'Ordine-Comunità, scambiando informazioni su avvenimenti criminosi tramite la figura del "coordinatore" che le raccoglie e le riporta alle Forze dell'Ordine tenendo informata la comunità stessa.

Spiega il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero: «Finalmente ci siamo. Il controllo di vicinato parte anche a Montebelluna con un esercito di volontari di quasi 500 persone che già si sono arruolate. Quella del controllo di vicinato è un’associazione riconosciuta dalla Prefettura, non caso i nomi dei coordinatori di ciascun gruppo attivo sono stati segnalati alla Questura e alla Prefettura. Quello che non è il Controllo di vicinato non rappresenta un’iniziativa assimilabile alle nuove ronde. E’ una logica diversa che risponde alla volontà di ricostruire i legami locali e quello spirito di comunità che, a causa delle mobilità sociale, si è affievolito e che, se tenuto vivo, consente di rafforzare le relazioni e di individuare e prevenire piccoli atti criminosi che possono verifcarsi nel territorio».

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Lo spirito del controllo di vicinato è quello di ricostruire un senso di comunità attraverso la ricostruzione di rapporti tra persone che abitano le stesse frazioni e le stesse vie e che finora hanno avuto poche occasioni per frequentarsi e solidarizzare tra loro. Il progetto non è in alcun modo assimilabile a quello delle ronde di alcuni anni fa. Non prevede quindi che vi siano persone identificabili con dei giubbotti che effettuano ispezioni. Si tratta piuttosto di avere quell’attenzione per il luogo in cui si abita che tiene conto anche di eventuali presenze sospette. Nel qual caso si dovrà procedere con delle segnalazioni qualificate che serviranno per mettere in azione gli attori più opportuni. Si può andare dagli agenti di pubblica sicurezza a i servizi sociali, la Caritas o la Protezione civile nel caso vi siano persone bisognose di aiuto. Spiega il presidente della Commissione sicurezza, Andrea Piovesan: «Ho cercato di mettere in rete gli interlocutori perché il progetto potesse decollare e con gioia oggi il progetto è una realtà con una partecipazione davvero incoraggiante». Aggiunge l’assessore Antonio Romeo: «E’ indicativo che proprio oggi la piazza sia piena di associazioni di volontariato tra cui anche quella del Controllo di vicinato. E’ la testimonianza che i cittadini, se stimolati a partecipare, rispondono presente». Commenta il referente del Controllo di vicinato per Montebelluna, Emiliano Guerra: «Ho avuto la fortuna di conoscere l’associazione di controllo di vicinato nel 2016 a Quinto di Treviso e quando ho saputo che il Comune di Montebelluna si stava attivando ho dato subio la mia disponibilità. E’ stato un percorso interessante e in continuo sviluppo tanto che anche oggi, al gazebo in piazza, sono molte le persone ad aver aderito iscrivendosi al progetto del controllo di vicinato».

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