Aggredisce prima un passante e poi un carabiniere, 19enne in manette

Mohamed El Kahalqui, italiano di origini magrebine, è stato arrestato dai militari di MOntebelluna per rapina, minacce e resistenza a pubblico ufficiale. E' in cella in arresa dell'udienza di convalida

La caserma dei carabinieri di Montebelluna

Ha picchiato un passante in pieno centro a Montebelluna e poi se l'è presa anche con un carabiniere. E' finito in arresto con l'accusa di rapina, minacce e resistenza a pubblico ufficiale Mohamed El Khalqui, 19enne italiano di origini magrebine.

Il giovane, intorno alle 18,30 di ieri, mercoledì 28 ottobre, si trovava in via Malipiero quando ha aggredito un 61enne per rubargli il marsupio, con all'interno il portafogli e un telefono cellulare.  Dopo aver steso il passante, che ha ricevuto un pugno in faccia, Mohamed El Kahalqui è scappato a bordo di un auto passando davanti alla caserma dei carabinieri di Montebelluna, dove è stato intercettato da un militare che stava uscendo per fine servizio.

Il 19enne, che ha precedenti di polizia per lo stesso reato, non si è fatto intimorire alla vista del rappresentante delle forzo dell'ordine ed ha aggredito anche il carabiniere. Alla fine sono stati i commilitoni di quest'ultimo a intervenire, bloccando il 19enne che nel frattempo era andato su tutte le furie. El Kahalqui si trova attualmente recluso nel carcere di Treviso e comparirà domani davanti al giudice per l'udienza di convalida. 

Sull'episodio il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, ha commentato così: «Come volevasi dimostrare, la Compagnia dei Carabinieri di Montebelluna, avendo perfettamente sotto controllo il territorio, ha provveduto ad individuare e ad arrestare il capogruppo di quella banda di giovani che aveva dato notizia di sé nelle ultime settimane per il disturbo arrecato alla quiete pubblica attraverso liti e atti di vandalismo. Ringrazio nuovamente la Compagnia dei Carabinieri ed il Comandante, Gabriele Favero, che ha dimostrato una grandissima attenzione al problema della sicurezza a Montebelluna. Ricordo gli arresti eseguiti in piazza Guarda presso la stazione. Da neo-cittadino di Montebelluna, ci sta mettendo la professionalità ed il cuore per garantire la sicurezza della nostra città. Ciò detto, esprimo anche il mio dispiacere profondo per il ragazzo arrestato che ha appena 19 anni e, purtroppo, mi è stato riferito, ha dato una dimostrazione di aggressività estrema. Non conosco il suo percorso esistenziale, né le cause della sua rabbia, ma spero che abbia occasione di meditare sugli errori compiuti e che le istituzioni gli possano garantire un percorso di recupero che, a tale età, è sempre possibile. Il nostro compito è garantire la sicurezza, senza dimenticare però la dimensione umana che può essere anche segnata da errori. Penso che tra i buonisti ed i cattivisti vi possa essere la terza via del buonsenso che è all’insegna dei valori cristiani che appartengono alla nostra storia e prevede anche l’ipotesi della redenzione».

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