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Veneto Banca: iniziativa di Don Torta per istituire una commissione parlamentare di inchiesta

E’ stato approvato dalla giunta comunale di Montebelluna il sostegno all’iniziativa promossa dal Coordinamento associazioni banche popolari veneto

MONTEBELLUNA E’ stato approvato oggi dalla giunta comunale di Montebelluna il sostegno all’iniziativa promossa dal Coordinamento associazioni banche popolari veneto “Don Enrico Torta” allo scopo di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta che verifichi tanto le responsabilità locali quanto quelle nazionali rispetto alla crisi che ha coinvolto alcuni istituiti bancari, tra i quali Veneto Banca che ha sede in città.

L’iniziativa fa seguito all’incontro promosso lo scorso 8 novembre dal sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, a cui avevano preso parte una quarantina di sindaci della provincia di Treviso, l’amministratore delegato di Veneto Banca, Cristiano Carrus, e Don Enrico Torta dell’omonimo ordinamento. In quell’occasione i sindaci avevano condiviso la necessità di fissare un incontro con il nuovo Presidente di Veneto Banca, Massimo Lanza, subentrato dopo le dimissioni di Benedetto Anselmi, creare dei tavoli di conciliazione per i soci di Veneto Banca, e aderire alla raccolta firme promossa dallo Coordinamento allo scopo di tutela i soci di un istituto che ha la propria sede a Montebelluna e rimane tuttora una banca a forte valenza territoriale.

Per questo ai cittadini che vorranno aderire, viene data la possibilità di firmare presso gli uffici comunali durante gli orari ordinari di apertura al pubblico, presso la sede del Municipio, in Corso Mazzini 118. I moduli per la raccolta firme sono stati inviati a tutti i sindaci della provincia affinché si attivi l’azione in tutte le sedi comunali del territorio.

Spiega il sindaco, Marzio Favero: “L’esigenza di attivare una commissione parlamentare di inchiesta che affianchi i lavori della Magistratura ordinaria, serve per ottenere quella chiarezza richiesta dagli azionisti, dai correntisti, dai dipendenti che oggi vedono a rischio il loro posto di lavoro, dalle molte imprese che avevano e hanno bisogno di una Banca di territorio come interlocutore e, infine, dai cittadini tutti per le implicazioni che quanto accaduto avrà nell’economia territoriale, infatti gli effetti sono ben lungi dall’essersi compiutamente manifestati. L’obiettivo minimo è quello di raccogliere le 50.000 firme necessarie per far approdare in Parlamento la voce del territorio in una proposta di legge parlamentare per l’istituzione della commissione di inchiesta”.

Lo scopo della raccolta firme è quello di conoscere:

Cosa  ha determinato la crisi di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca;

Quali siano state le operazioni dannose;

Come ed a chi è stato erogato il credito ora inesigibile;

Qual è stato il ruolo di Banca d’Italia e Consob, sia in fase di consulenza che di controllo nonché il ruolo di BCE;

Chi e come ha gestito l’operazione di trasformazione della banche in s.p.a. e chi ha diffuso le informazioni, poi risultate non vere, circa l’intervento a garanzia di Unicredit e di San Paolo IMI e l’obbligatorietà dell’entrata in borsa;

Le ragioni giuridiche, contabili, commerciali e sociali che hanno determinato il prezzo delle azioni in Euro 0,10.

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