Abusi sessuali sulle pazienti, ginecologo arrestato

La Procura di Treviso aveva chiesto la custodia cautelare in carcere e la sospensione dal servizio ma il gip non aveva accolto l'istanza: ora un 58enne montebellunese si trova ai domiciliari. Due le donne che lo accusano

Un medico in azione

Non una ma due denunce per violenza sessuale. E' quello da cui si deve difendere il 58enne dipendente della Uls 2. L'uomo era stato denunciato nel 2018 da una 20enne che lo aveva accusato di palpeggiamenti e toccamenti durante una visita specialistica. Ora a puntare il dito contro di lui è anche una 28enne del montebellunese. Sulla base della sua querela il 21 gennaio scorso è stato aperto un nuovo fascicolo e tre giorni fa al medico è stato notificato un provvedimento restrittivo firmato dal gip Bruno Casciarri. Il pubblico ministero De Donà aveva chiesto la custodia cautelare in carcere ma il giudice per le indagini preliminari ha invece deciso per gli arresti domiciliari.

«Si è avvicinato a me e ha cercato di iniziare un rapporto orale». Questa la versione della 28enne agli investigatori a cui ha raccontato le "attenzioni particolari" a cui il ginecologo l'avrebbe sottoposta nel corso di due distinte visite, la prima avvenuta il 3 gennaio, la seconda l'8 dello stesso mese. «Ha cercato di avere con me un rapporto orale. L'ho subito respinto, sono scappata dall'ambulatorio, ero sconvolta»: ha riferito la presunta vittima. Il medico respinge tutte le accuse a suo carico. «E' in una situazione di forte stress emotivo -spiega il suo legale, l'avvocato Luigi Fadalt - si tratta di un professionista molto conosciuto e molto stimato la cui carriera è sempre stata all'insegna della correttezza, della grande umanità con i pazienti e della competenza con cui svolge il proprio lavoro».

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Ma ora le donne che lo accusano di essere andato ben oltre le normali pratiche di una visita ginecologica sono due. La prima si era presentata dal 58enne nel novembre del 2018 per un controllo dopo una interruzione volontaria della gravidanza. «Mi toccava, mi palpava, quello non era un controllo medico, le sue mani si muovevano su di me in un modo che non era affatto professionale». Il pubblico ministero aveva chiesto la custodia cautelare in carcere e la sospensione dal servizio ma il gip non aveva accolto l'istanza della Procura. «Non ha capito quello che stavo facendo - era stata la difesa del ginecologo della Uls - è stato tutto un fraintendimento». Ma la seconda denuncia sembra contenere elementi ancora più gravi ai danni del dottore. «Palpata e costretta a subire un rapporto orale, non è stata una visita ma una violenza»: ha detto la 28enne. F.A. comparirà davanti al gip lunedì prossimo per l'udienza di convalida e l'interrogatorio di garanzia. «Valuteremo - ha spiegato l'avvocato Fadalti - se avvalerci o meno della facoltà di non rispondere alle domande del giudice».

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