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Un pezzo di hashish, foto archivio

Un pezzo di hashish, foto archivio

Trafficanti di droga beccati grazie alle foto-trappole della forestale, processo al via

Alla sbarra sono finiti 5 nordafricani e tre italiani,il 48enne Silvio Merlo di Trevignano, Gennaro Giuliano 50enne di Istrana e Ivo Gadenz, 56enne di Feltre nel bellunese

Erano stati "beccati" dalle fototrappole del Corpo forestale dello Stato durante gli incontri per lo smercio della droga e per sei di loro, tutti magrebini e considerati i "grossisti" del traffico, era stata disposta la custodia cautelare in carcere. Oggi, lunedì, a Treviso è iniziato il processo a 8 dei componenti della banda che fino al 2015 avrebbe recitato a lungo il ruolo di protagonista nel mercato degli stupefacenti nell'area compresa tra il montebellunese, la castellana, l'asolano e il feltrino. Alla sbarra sono finiti 5 nordafricani e tre italiani (il 48enne Silvio Merlo di Trevignano, Gennaro Giuliano 50enne di Istrana e Ivo Gadenz, 56enne di Feltre nel bellunese) questi ultimi considerati figure di secondo piano nella scala gerarchica dell'organizzazione criminale ma funzionali, come dettaglianti, al consolidare il traffico che ruotava soprattutto intorno all'hashish ma che avrebbe riguardato anche altre droghe pesanti.

L'indagine, iniziata nell’ottobre del 2014 con l’arresto di un giovane nordafricano e che ha portato a smantellare la rete dei "venditori di morte", era durata oltre un anno. Alla sua conclusione erano stati sequestrati  11 chili di hashish e 21 mila euro in contanti ritenuti il frutto dello spaccio. Durante la vasta operazione antidroga i carabinieri di Montebelluna erano  riusciti a scoprire i nascondigli della droga e a risalire ai pusher grazie alle fototrappole del corpo forestale dello Stato. Fondamentale per il lavoro dei militari infatti, sono state le immagini riprese dai dispositivi che vengono solitamente utilizzati per fotografare e riprendere animali difficilmente osservabili.

A mettere sulle tracce della rete di spacciatori era stato proprio il magrebino finito per primo in manette. Era stato trovato con una ingente quantità di droga e subito si era pensato ad un grossista che riforniva il mercato al dettaglio. La distribuzione a chi poi la vendeva al cliente finale avveniva in una vasta area di campagna tra Montebelluna e Caerano San Marco. Per individuare i luoghi esatti dello scambio e acquisire le prove del traffico i carabinieri avevano quindi deciso di utilizzare le fototrappole. E' così che si è scoperto che le partite di stupefacente venivano nascoste sotto il terreno in prossimità di campi coltivati, oppure in nascondigli nei tronchi d'albero.

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