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La serra sequestrata dai carabinieri

La serra sequestrata dai carabinieri

Maxi serra con 1500 piantine di marijuana, rubavano l'energia alla rete pubblica

Martedì sera l'operazione dei carabinieri di Montebelluna a Guarda, in un seminterrato di una casa in via Trevignano. Arrestati quattro cittadini cinesi tra cui una coppia con una bambina piccola

Una maxi serra, con all'interno ben 1500 piantine di marijuana, è stata scoperta dai carabinieri di Montebelluna nel seminterrato di un'abitazione al civico 79 di via Trevignano, nel quartiere di Guarda: si tratta di un laboratorio, in passato utilizzato come calzaturificio, dell'ampiezza di 140 metri quadrati. Il blitz che ha portato alla scoperta della coltivazione è avvenuto nella serata di martedì: ad insospettire gli investigatori era lo strano viavai dall'abitazione e i consumi elettici dell'abitazione, decisamente troppo bassi, quasi irrisori se parametrati all'ampiezza.

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Per alimentare la coltivazione era stato creato un collegamento abusivo alla rete elettrica pubblica. Arrestati per il reato di detenzione ai fini di spaccio e coltivazione di sostanze stupefacenti e furto di energia elettrica quattro cittadini cinesi, due uomini e due donne, tra cui una coppia di coniugi con una bimba piccola. Gli arrestati, tutti irregolari sul territorio, sono: il 41enne W.Y, sposato con la 33enne B.Y portata nel carcere della Giudecca a Venezia (la madre della piccola aveva un permesso di soggiorno che sarebbe scaduto al compimento dei sei mesi di età della bimba). Il 52enne Z.H, in cella nel carcere di Santa Bona e la 51enne W.G., finita anche lei in manette. Questa coppia viveva in via San Martino, sempre a Guarda. Sequestrati durante l'operazione, all'interno dell'appartamento in cui vivevano i coniugi cinesi, proprio sopra l'ex calzaturificio, ben sei chili di marijuana pronta per essere smerciata oltre a 10 grammi di metanfetamina di tipo "shaboo" e a materiale per il confezionamento e la coltivazione.

Il seminterrato adibito alla coltivazione era suddiviso in cinque stanze, ognuna delle quali, attrezzata con ventilatori, filtri per l'aria (per evitare che eventuali odori sospetti fossero percepiti all'esterno), 90 lampade da 600 Watt ciascuna, era dedicata ad un diverso stadio della crescita delle piantine, dalle talee alle piante di due metri, ognuna delle quali era in grado di produrre tra i 400 e i 700 grammi di prodotto finito. Per sorvegliare la serra gli asiatici avevano posizionato alcune telecamere wireless all'interno. Si calcola che la produzione, a ciclo continuo, avrebbe generato un giro d'affari di 1,6 milioni di euro, alla vendita al dettaglio. Ora i tecnici Enel prepareranno il conto agli asiatici che avrebbero rubato energia elettrica per un periodo di almeno sei mesi.

In foto il luogotenente Marco Margarita e il comandante Sabatino Piscitello

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