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Nella foto di archivio la sede di Veneto Banca a Montebelluna

Nella foto di archivio la sede di Veneto Banca a Montebelluna

Azioni Veneto Banca, per la perizia erano sovrastimate di 30 euro

La consulenza, affidata al professor Angelo Maglietta, docente dalla Iulm di Milano, indica che i titoli, nel triennio 2012-2014, erano pompati dal 77 al 79%. La Procura di Treviso unirà i fascicoli di Verbania a quelli relativi ai fatti successi nella Marca

L'ipotesi di partenza era che la azioni di Veneto Banca, nel triennio 2012-2014, fossero sopravvalutate del 40%, e che questo fsse stato fatto per fornire false rassicurazioni, ai nuovi sottoscrittori così come a quelli vecchi, circa la loro solidità sotto il profilo finanziario. Ma per la superconsulenza richiesta al professor Angelo Maglietta, docente dalla Iulm di Milano, sull'esatto valore delle azioni da una risultato per certi versi sorprendente: i titoli erano "pompati" da un minimo del 77% ad un massimo del 79%, da 39-40 euro ai d9,11 del 2012, i 9,19 del 2013 agli 8,04 del 2014.

Trenta euro di differenza  messi neri su bianco sugli atti della chiusura delle indagini dell'inchiesta per le truffe che sarebbero state perpetrate ai danni dei risparmiatori di Verbania, fascicolo che il procuratore facente funzioni Massimo de Bortoli e il sostituto Gabriella Cama unificheranno con le le indagini sulle truffe commesse a Treviso. Sei le persone indagate, le stesse chiamate in cusa far i fatti avvenuti nella Marca: si tratta dell'ex amministratore delegato Vincenzo Consoli, dell'ex condirettore generale e responsabile dell'area commerciale Mosé Fagian, dell'ex responsabile della Direzione Centrale Pianificazione - Controllo Renato Merlo, dell'ex responsabile della Direzione Centrale Amministrazione e, dopo il 2014, Dirigente Preposto alla redazione dei libri contabili societari Stefano Bertolo, dell'ex responsabile della Direzione Centrale Compliance Massimo Lembo  di Cataldo Piccarretta, che di Veneto Banca era stato il direttore dell'Area Mercato Italia.  Dall'indagine escono invece i 45 dipendenti della banca o delle sue controllate, che secondo i magistrati trevigiani non avevano gli strumenti per valutare l'esatto importo delle azioni che vendevano.

La consulenza fa parte anche delle carte con cui la Procura di Roma si accinge a chiedere il rinvio a giudizio di Alessandra Mingozzi, socia della PricewatrhouseCooper e responsabile proprio del lavoro di revisione di Veneto Banca, indagata per falso in revisione e ostacolo alla vigilanza. L'udienza preliminare si svolgerà il prossimo 15 aprile.

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