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Montebelluna, sabato l'inaugurazione del giardino archeologico di Posmon

L'area, destinata a parco pubblico, conserva, interrati, i resti di un edificio romano della prima età imperiale (I-II secolo d.C.). Gli scavi sono stati condotti, tra il 2007 e il 2010, dall'Università di Padova

MONTEBELLUNA Sarà inaugurato sabato 13 maggio l’atteso giardino archeologico di Posmon. L'area, destinata a parco pubblico, conserva, interrati, i resti di un edificio romano della prima età imperiale (I-II secolo d.C.). Gli scavi sono stati condotti, tra il 2007 e il 2010, dall'Università di Padova sotto la codirezione scientifica dell'allora Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, nell’ambito del Progetto Archeogeo Montebelluna, nato su impulso del Comune di Montebelluna, e sostenuto economicamente da Fondazione Cassamarca, per la realizzazione della carta geomorfologica e archeologica del territorio comunale.

L’area si inserisce nella ricchissima realtà archeologica di Posmon, sito da tempo noto per numerose scoperte occasionali di corredi funerari. Diverse campagne di scavo, svolte a più riprese dagli anni ’60 fino al 2014, hanno messo in luce straordinarie testimonianze archeologiche di età preromana e romana, al momento conservate, e in parte esposte, presso il Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna.

Spiega il sindaco Marzio Favero: “Completata la fase di scavo e di analisi scientifica svolta in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Venezia e per le Province di Belluno, Padova e Treviso, e conclusa anche la doverosa pubblicazione scientifica sugli studi condotti, si poneva il problema di come tutelare le vestigia riportate alla luce dopo quasi 2000 anni. Gli incontri avuti con la direttrice del Museo, Monica Celi, la nostra conservatrice, Emanuela Gilli, e i responsabili della Soprintendenza ai Beni Archeologici, prima la dottoressa Giovanna Gangemi, e poi il dottor Matteo Frassine, si è convenuto che la soluzione migliore fosse quella di restituire le fondamenta dell'edificio ricoperte da appositi teli alla protezione della terra realizzando in superficie, attraverso l'uso accorto della vegetazione, la pianta dell'antico opificio in modo da creare un giardino pubblico in grado di essere anche elemento memoriale. Per favorire l'interpretazione del sito si è anche convenuto sulla posizione di una serie di appositi pannelli per comunicare le importanti informazioni sulle strutture archeologiche, in particolare sulla forgia di età romana, fino ad ora unico esempio in Italia”.

Il taglio del nastro dell'area, è fissato per le 11.00, alla presenza del sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, l'assessore alla Cultura, Debora Varaschin, di un rappresentante della competente Soprintendenza e della dottoressa Maria Stella Busana dell'Università degli studi di Padova. L'inaugurazione sarà anticipata, dalle 9.30, da alcune attività didattiche rivolte a due classi quinte della scuola primaria di Caonada e tre classi della scuola primaria Pascoli

Ai bambini saranno proposte attività educative di epoca romana a cura degli educatori del Museo e, grazie alla sinergia con Confartigianato AsoloMontebelluna, dei fabbri artigiani Alessandro Zanini e Peter Durante che saranno disponibili anche durante l'inaugurazione successiva per una dimostrazione di lavorazione del ferro in corrispondenza dell'area dell'antica forgia romana.

Commenta l'assessore alla Cultura di Montebelluna, Debora Varaschin: “Con orgoglio sabato apriamo ai cittadini questo sito dopo anni di lavori. Il traguardo è stato raggiunto con il lavoro di squadra e in sinergia con i vari attori che hanno permesso di poter rendere fruibile al pubblico questo straordinario giardino archeologico. Se mi permettete, un ringraziamento particolare va a tutti gli operatori del Museo Civico di Montebelluna che hanno sempre incessantemente continuato a lavorare perché questo sito potesse avere un’adeguata valorizzazione. Al loro impegno si è aggiunto anche quello di altri uffici comunali: quello di Tutela ambientale, gli operai dei Lavori pubblici, il Servizio Informativo Comunale. Ora, finalmente, il traguardo è stato raggiunto”.

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