Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca Montebelluna

Procura due carte prepagate ad un minorenne, giovane denunciato per truffa

La vicenda sarebbe accaduta nel 2021 nel montebellunese. Il 20enne sarebbe stato "tradito" da un conoscente, che poi avrebbe usato le tessere per compiere gli imbrogli. Il ragazzo ha procedimenti pendenti in almeno tre Procure

Una ingenuità che però gli costerà molto cara. Sono infatti almeno una decina i procedimenti per truffa che aspettano un 20enne montebellunese, tutti reati commessi, secondo le procure dove sono stati aperti procedimenti a suo carico (tra queste ci sono Verona, Parma e Padova) mediante della carte poste-pay che il ragazzo avrebbe utilizzato per "svuotare" i conti di ignari venditori che, su internet, avevano pubblicizzato le loro offerte, da vecchie stufe a cucine, mobili e oggettistica. Ma quale è l'ingenuità? Semplice: le carte prepagate non sarebbero state per lui ma per un conoscente, al tempo dei fatti minorenne, che avrebbe intortato il protagonista di questa vicenda dicendogli di averne bisogno ma di non potere prenderne una in quanto di età inferiore ai 18 anni. Così questo campione di "bontà"  e forse anche di faciloneria, ne avrebbe procurate ben due, ovviamente a suo nome. Peccato che, passato qualche giorno, le tessere siano state utilizzate per le truffe, di cui ora il 20enne deve rispondere.

La vicenda, davvero surreale, si sarebbe svolta nel 2021. In autunno a casa del ragazzo, che vive con i genitori, si presentano i carabinieri con un ordine di perquisizione. Cercano due tessere poste pay di cui una era stata precedentemente bloccata da Poste Italiane, che aveva riscontrato delle anomalie. I militari dell'Arma trovano proprio la carta di credito che non funziona e fanno scattare la denuncia. Nei mesi precedenti infatti le tessere, intestate regolarmente al giovane, sono state utilizzate per far cadere in un tranello svariati venditori un po' da tutta Italia. E in alcuni casi le truffe sarebbero state aggravate per cui si procederebbe d'ufficio.

La spiegazione che il 20enne fornisce ai proprio genitori e agli inquirenti è che il ragazzo minorenne gli avrebbe chiesto un favore. «Non so a chi rivolgermi - avrebbe detto - i miei genitori sono all'estero e io ho finito i soldi. ma se tu mi fai questa cortesia io posso ricevere il denaro. E' una cosa temporanea, qualche giorno e poi ritornano a casa e non ne avrò più bisogno». Di lì a una settimana il minore avrebbe anche riconsegnato la tessera che era stata bloccata dalle poste, asserendo che c'erano dei problemi e non funzionava. Ma poi di lui, e dell'altra carta di credito, si sono perse le tracce. «Il giovane in questione - ha spiegato l'avvocato Ugo De Luchi, che difende il 20enne - è stato rintracciato ma ha negato ogni esponsabilità. E così la patata bollente è rimasta in carico al mio cliente».

Delle tre denuncie arrivate fino ad oggi (ma ne sono attese almeno altre cinque) quella presentata alla Procura di Parma si è risolta con il risarcimento del valore della truffa (circa mille euro) e il ritiro della querela, mentre quella presentata a Padova, arrivata all'udienza preliminare, ha visto il reato riqualificato da truffa aggravata a truffa semplice. A Verona invece stanno ancora indagando.

«E' stato un madornale errore di ingenuità - commenta l'avvocato - il mio assistito pensava di fare un favore ad un ragazzo praticamente suo coetaneo e invece è rimasto anche lui "fregato". Diciamo che la vita gli ha impartito una dura lezione sulla fiducia e su chi va riposta».

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