Cronaca

A Montebelluna lo scambio di auguri coi volontari: 11mila ore a servizio della comunità

Ammonta a circa 40mila chilometri percorsi il contributo dato dai volontari che gravitano attorno ai servizi sociali di Montebelluna. Ringraziamenti anche per le associazioni che hanno contributo all'acquisto di un pulmino per i Servizi sociali

Foto con i rappresentanti dell'amministrazione e delle associazioni che hanno contribuito all'acquisto del pulmino

MONTEBELLUNA Ammonta a circa 40mila chilometri percorsi e a quasi 11mila ore il contributo dato dai volontari che gravitano attorno ai servizi sociali di Montebelluna. Uno straordinario servizio rivolto alla comunità da 122 volontari che nel corso dell'anno, con attività di vario tipo, affiancano il lavoro dei servizi sociali e di Casa Roncato. A loro è stato rivolto il sincero ringraziamento, mercoledì pomeriggio, durante il tradizionale scambio di auguri, da parte dell'amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco, Marzio Favero, dall'assessore ai servizi sociali, Dino Bottin, e dal consigliere e volontario, Antonio Romeo.

Tante le iniziative portate avanti dai servizi sociali grazie al supporto dei volontari: Progetto “In rete” – trasporto e compagnia di persone anziane e famiglie con disabili (circa 6 volontari coinvolti), Progetto “Centro sollievo” – attività con malati di Alzheimer (svolta due mattine a settimana: lunedì e giovedì dalle 9 alle 12 e mercoledì pomeriggio dalle 15 alle 18 (16 volontari coinvolti), Progetto “PIAF” – sostegno a famiglie e minori in difficoltà (17 volontari coinvolti), Progetto “Donne insieme verso il futuro” – servizio di baby-sitting per i figli di donne straniere che frequentano incontri di formazione (6 volontarie coinvolte), Progetto “Donne ariete”– laboratori creativi (alcune donne realizzano le decorazioni di casa Roncato e gli omaggi forniti agli anziani durante le feste), Progetto “Nonni e bambini s'incontrano” – laboratori intergenerazionali con le scuole dell’infanzia e primarie, gestiti da molti volontari pensionati denominati “nonni maestri d’arte” ma anche da persone più giovani (coinvolgono circa 2.700 bambini con 33 laboratori, circa 60 volontari coinvolti), Amministratori di sostegno - alcuni volontari sono impegnati a tutelare le persone non più in grado di provvedere a se stesse nella gestione dei propri interessi. Consulta della terza età: coinvolge i volontari rappresentanti di 17 associazioni del territorio che si occupano di anziani. Propone il mese dell’anziano e sostiene il progetto Nonni e bambini s’incontrano, Progetto “FILò”– dei volontari si impegnano settimanalmente in attività di lettura con gli utenti dei Servizi sociali, Progetto “Canto” – canto con gli utenti dei Servizi Sociali.Altri progetti: alcuni volontari si occupano degli allestimenti di foto a casa Roncato, di accompagnare al mercato gli anziani, del gioco della tombola, attività quotidiane per portare benessere a che frequenta casa Roncato. Tutti i progetti sono coordinati dalle assistenti sociali e dall’educatrice; altri volontari sono coinvolti con il progetto politiche familiari e con il progetto di rete Caritas Servizi.

L’incontro coi volontari è stata anche l’occasione per ringraziare i partner che hanno contribuito per l’acquisto di un pulmino che sarà utilizzato dai servizi sociali: l’associazione Amici di Casa Roncato, e nell’ambito dell’evento “L’Italia chiamò” il circolo dipendenti Ospedale di Montebelluna, il Gruppo Alpini di Montebelluna e di Biadene, la Filarmonica cornudese, il Coro Faccin di Trevignano, il coro “Voce alpina” di Onigo e il gruppo storico Battaglione Bassano 62ma compagnia. Dichiara il sindaco, Marzio Favero: “Il mondo del volontariato montebellunese è senz’altro tra i protagonisti del piccolo miracolo compiuto in questi ultimi anni quando, pur con un debito record di 38,5 milioni di euro e risorse sempre più risicate, è stato possibile mantenere lo stesso  livello e qualità dei servizi sociali in Città. Inutile dire che il volontariato è fondamentale per la comunità, essendo in grado di arrivare dove l’ente pubblico non riesce. E pure il senso della candidatura di Montebelluna quale Capitale della Cultura per il 2018 trova ragione nel volontariato, laddove la cultura è intesa come cura delle idee e dell’altro, di cui la solidarietà ne è appunto l’espressione”.

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