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I carabinieri in azione al parco "Manin"

I carabinieri in azione al parco "Manin"

Spaccio di marijuana e cocaina al parco "Manin", 700 cessioni: pusher in cella

L'indagine, avviata dalla fine del 2017 dei carabinieri della stazione di Montebelluna, ha portato all'arresto di un nigeriano di 31 anni. Sequestrati 4mila euro in banconote da 5 e 10 euro. Proposto un "kit promozionale" da 50 euro con erba e polvere bianca

Settecento cessioni di dosi di marijuana e cocaina, di cui ottanta a ragazzi minorenni che da lui si rifornivano, quasi quotidianamente, al parco "Manin" di Montebelluna. Questo quanto sono riusciti a documentare gli investigatori del nucleo operativo dei carabinieri, nel corso di una lunga indagine, iniziata alla fine del 2017 e conclusasi nei giorni scorsi, che ha portato all'arresto di Osaretin Idahosa, nigeriano di 31 anni, irregolare, senza fissa dimora e da tempo ospite di un connazionale. E' qui, in un appartamento a pochi passi dalla stazione ferroviaria, che i carabinieri hanno eseguito, nella giornata di giovedì, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip del tribunale di Treviso, Bruno Casciarri, su richiesta del pubblico ministero Gabriella Cama, magistrato titolare del fascicolo d'indagine. Attualmente il 31enne (ha raccontato di essere alloggiato solitamente alla caserma "Serena" di Casier) si trova rinchiuso in una cella del carcere di Santa Bona a Treviso.

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Durante la perquisizione sono stati trovati e sequestrati circa 4mila euro in contanti, tutti in banconote da 5 e 10 euro. Circa una trentina di clienti dallo spacciatore che sono stati interrogati nel corso dell'indagine portata avanti dai militari, coordinati dal comandante del nucleo operativo, il comandante Marco Margarita, e dal comandante della Compagnia di Montebelluna, Sabatino Piscitello. Il pusher, molto scaltro (non è mai stato pizzicato in flagranza dai militari), teneva le dosi di cocaina in bocca per evitare eventuali guai in caso di controllo e nascondeva nel parco "Manin", tra la vegetazione, le dosi da consegnare. In tasca teneva al massimo dieci grammi, il limite dell'uso personale. Lo straniero, abile anche nel marketing dello spaccio, proponeva ai giovanissimi clienti (alcuni avevano addirittura 14 anni) anche un particolare "kit" che comprendeva, al costo di 50 euro, un quarto di grammo di cocaina e una piccola dose di marijuana. Ad altri, per allargare il giro di spaccio, offriva minidosi di "erba" al costo di due euro.

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