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L'agriturismo "Basei" di Venegazzù

L'agriturismo "Basei" di Venegazzù

Vuole uscire dal "nero", ristoratore gli punta addosso una pistola

Ivano Baseggio, 55enne titolare dell'agriturismo "Basei" di Venegazzù, avrebbe minacciato un lavoratore marocchino che voleva il contratto per rinnovare il permesso di soggiorno

Lavorava in "nero" e voleva un contratto per poter rinnovare il permesso di soggiorno che gli stava per scadere. Ma la reazione del suo titolare non è stata quella che si aspettava: «Fuori dalle ba...» gli ha detto l'uomo, che avrebbe puntato una pistola alla sua tempia. E' accusato di minaccia grave Ivano Baseggio, 55enne di Montebelluna, titolare del noto agriturismo "Basei" di Venegazzù. Contro di lui punta il dito un cittadino marocchino, Imad Rabroub, 28enne, che imputa a Baseggio di averlo costretto a dare le "dimissioni" dal lavoro e di averlo fatto con una pistola puntata contro. 

La vicenda è avvenuta nell'agosto del 2017. Rabroub, che sarebbe stato occupato in maniera non regolare presso l'agriturismo come il padre, ha la carta di soggiorno nel nostro paese che sta per finire la sua validità. «Sono andato da Baseggio - ha raccontato il giovane nell'udienza di oggi, lunedì 12 aprile - è gli ho detto che volevo uno straccio di contratto altrimenti mi avrebbero fatto problemi con il soggiorno. Lui però non ne voleva sapere: prima mi ha preso a male parole, poi ha tirato fuori da un cassetto una pistola e me l'ha puntata contro». «Vai via - avrebbe detto il ristoratore - io non ti voglio più vedere. Fuori dai c... altrimenti ti faccio fuori».

Il giovane, che è attualmente recluso nel carcere di S. Bona per furto, si sarebbe allora allontanato. Andato dal padre, anche lui messo alla porta da Baseggio, avrebbe però deciso di rivolgersi al sindacato e di sporgere denuncia. «Non è vero nulla - replica l'imputato, difeso dall'avvocato Andrea Zambon - quei due, padre e figlio,  me ne hanno fatte di tutti i colori, non avevano voglia di lavorare ed è per questo che li ho allontanati dal mio locale». Il processo è stato rinviato al 10 novembre del 2021 

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