Lutto nell'Ulss 8, morta a 45 anni la dottoressa Roberta Marcon

Si è spenta improvvisamente Roberta Marcon, medico nefrologo all'ospedale San Giacomo di Castelfranco Veneto nel reparto di Nefrologia e Dialisi

In foto Roberta Marcon

Si è spenta improvvisamente Roberta Marcon, medico nefrologo all'ospedale San Giacomo di Castelfranco Veneto nel reparto di Nefrologia e Dialisi diretta dal dottor Cataldo Abaterusso. La dottoressa, colta da morte improvvisa, è stata trovata ieri sera priva di vita nella sua abitazione a Castelfranco Veneto.

Originaria di Loreggia, nel padovano, la dottoressa era nata nel novembre del 1968, si era laureata in Medicina e Chirurgia all'Università di Padova e specializzata in Nefrologia e Dialisi. Un decesso improvviso ed imprevedibile per il quale è stato disposto il riscontro diagnostico. La salma della dottoressa si trova nell'obitorio dell'ospedale castellano. 
Instancabile promotrice della donazione di organi - essenziali per dare un speranza di vita a molti dei suoi pazienti - la dottoressa ha donato le cornee e tessuti.
La data dei funerali non è ancora stata fissata.

Instancabile, intellettualmente brillante, tenace, vitale, energica, solare sono solo alcuni degli aggettivi che qualificano la dottoressa Marcon, molto stimata dalla direzione, dai colleghi e dai pazienti con i quali sapeva stabilire un contatto empatico eccezionale. "Con la scomparsa della dottoressa Marcon perdiamo una colonna portante del reparto di Nefrologia -, una persona speciale sia professionalmente che umanamente, con un'inesauribile sete di sapere, carisma ed altruismo che tanto ha dato a noi colleghi ma, soprattutto, ai pazienti a cui sapeva trasmettere una carica umana fuori dalla norma con un atteggiamento di dono che l'ha contraddistinta sempre - commenta il direttore della Nefrologia, Cataldo Abaterusso -. La dottoressa Marcon era molto amata dai pazienti che si affidavano a lei poiché percepivano che non si limitava a curare ma si applicava in ogni modo e oltre le sue stesse forze di “prendersene cura”. Con la tenacia che l’ha sempre contraddistinta ha costruito una forte rete di relazione con i Centri trapianto di Padova e di Treviso contribuendo ad incrementare il  numero di pazienti della nostra Ulss che oggi vivono con un trapianto renale sia da donatore cadavere che da donatore vivente. Proprio lo scorso 8 novembre, il giorno del suo compleanno, ha contribuito alla riuscita di un evento di informazione al pubblico, tenuto al teatro Accademico di Castelfranco, sulla donazione di organi.

Questo il ricordo affettuoso di una delle sue pazienti: "Roberta oggi il cielo è pieno di lacrime e pure tutti noi che amorevolmente hai curato come una mamma. La tua scomparsa prematura lascia nei nostri cuori un grande vuoto. Vola nel tuo cielo azzurro come i tuoi occhi che tanto hanno guardato nelle nostre vite. Ora uniti in un abbraccio ti porteremo nei nostri cuori".

Tra i suoi incarichi professionali, aveva prestato servizio come medico dializzatore, nella Divisione di Dialisi dell’Ospedale di Jesolo, nel presidio ospedaliero di Portogruaro quindi, nel 2001 era arrivata nell'Ulss 8 occupandosi di tutti gli aspetti della cura e prevenzione delle malattie renali acute e croniche e del trapianto renale.

Dal 2004 era responsabile del servizio di dialisi peritoneale portando il centro di Castelfranco Veneto ad essere un riferimento riconosciuto a livello italiano, mentre dall'agosto del 2005 era referente per l’ambulatorio di Pre-Dialisi - un servizio strutturato con l'allora primario di Nefrologia, dottor Massimo De Luca, unico nel suo genere per i pazienti e la famiglia creato allo scopo di scegliere la terapia dialitica più idonea. 
Dal 2009 era diventata anche referente regionale per l'Ulss 8 per i trapianti da vivente e pre-emptive (praticato preventivamente, senza sottoporre il paziente a dialisi).

Negli ultimi anni si è spesa senza riserve nella promozione della cultura della donazione e del trapianto e dell’umanizzazione delle cure delle malattie renali croniche partecipando e coordinando iniziative culturali e divulgative in collaborazione con l’Aned (Associazione nazionale degli emodializzati) e con altri centri di dialisi peritoneale in Italia.

Importante anche la sua attività formativa: ha partecipato alla realizzazione di progetti di ricerca coordinati dal dottor Lorenzo Calò, professore della scuola di specializzazione di Nefrologia dell’Università di Padova, seguendo ricerche nell’ambito del trapianto di rene (complicanze di ipertensione, da disfunzione endoteliale ed da stress ossidativo indotte da Ciclosporina).

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