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Addio a Sergio Secco, era il patron di Sile Caldaie

Dopo una lunga lotta contro la malattia, nella giornata di domenica 29 aprile, l'imprenditore trevigiano si è spento all'età di 83 anni. Al lavoro aveva unito un grande amore per l'arte

CASIER Sabato 29 aprile, dopo una lunga lotta contro una grave malattia, è venuto mancare Sergio Secco, titolare della Sile Caldaie, uno degli imprenditori veneti che hanno creato maggior valore nel nostro territorio, producendo impianti per il riscaldamento che hanno fatto la storia del settore e che sono, ancor oggi, sinonimo di qualità e durata.

Nato a Treviso nel 1935, di fronte alla chiesa di San Nicolò, Secco proveniva da una famiglia che conosceva bene l’arte dei mestieri. Il bis-nonno Luigi aveva avviato il figlio più vecchio, Primo, al mondo dell’idraulica. La sorella Laura lo ha aiutato fin dagli esordi dell’attività ed è sempre stata, con fine sensibilità artistica, la fotografa di una ricca storia personale e lavorativa. L’officina di famiglia si era, dapprima, trasferita in Vicolo Risorgimento e poi a Casier nel 1956. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’azienda trevigiana riceve un incredibile numero di richieste per la realizzazione di scaldabagni e piccole caldaie ed arriva ad avere fino a cinquecento dipendenti, distribuiti negli stabilimenti di Lughignano, Fossalta di Piave e Casier vendendo i suoi prodotti in molti paesi del Mediterraneo.

Sergio Secco esprime la sua grande creatività nell’ideazione di prodotti innovativi, molti dei quali, da lui stesso brevettati. Ecco come lo ricorda la figlia Silvia. “Era un vero “guerriero”, sempre pronto a combattere per il bene dei propri dipendenti e della propria azienda”. Non secondaria, è la sua opera di mecenatismo culturale che condivide con la moglie Anna e che sponsorizza tramite l’azienda (Ad esempio “La grande Mostra sugli indiani d’America” a Ca’ dei Carraresi o le mostre fotografiche importanti tra cui quella di Roiter). Nel 1969, assieme all’amico architetto Umberto Facchini, viaggia negli Stati Uniti per trarre spunto dalle opere di Frank Lloyd Wright alla costruzione degli attuali uffici della Sile, ancor oggi menzionati nei libri di architettura industriale di pregio del territorio e progettati in collaborazione con lo Studio Bandiera e Facchini. Generoso e dotato di grande sensibilità, ha scritto anche un libro di poesie dedicate a parenti ed amici. Le sue grandi passioni erano veleggiare e cucinare. Il grande orgoglio i nipoti: Marta, Matteo, Linda e Davide. La sua attività, già da anni, era stata affiancata dai figli Silvia e Luigi e dal management che ha avviato un processo di riorganizzazione aziendale a seguito della recente grave crisi del settore. Saranno loro, adesso, a dover mandare avanti l'azienda di famiglia, nel ricordo di uno dei grandi nomi dell'imprenditoria trevigiana.

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