24 morti bianche in Veneto nel 2017, è seconda solo a Lombardia ed Emilia Romagna

E' il tragico bilancio degli infortuni in Italia con 375 rimaste vittime sul luogo di lavoro. I più colpisi sono i lavoratori tra i 55 e i 64 anni

TREVISO Come emerge dall’ultima analisi condotta dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering sulla base dei dati INAIL, la situazione nella penisola italiana non accenna a migliorare. Nei primi cinque mesi del 2017, infatti, sono stati registrati 375 infortuni mortali di cui 271 in occasione di lavoro e 104 in itinere. Sono 11 le vittime in più rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente (364 casi registrati nel 2016).

A morire sono soprattutto le persone con più anni di esperienza sul lavoro, ovvero la fascia che coinvolge lavoratori con età compresa tra i 55 e 64 anni. In questo caso, l’indice di incidenza sugli occupati è pari al 24,5 (33,9% del totale) con 92 casi registrati. A seguire troviamo la fascia dei 45 – 54 anni (indice di incidenza di 11,1, pari al 28,4% del totale con 77 casi). Ovviamente le cause sono molteplici, sicuramente vanno ad incidere la troppa sicurezza con cui si affronta il lavoro e il conseguente abbassamento della soglia di attenzione e di percezione del rischio. Il triste primato di regione più colpita spetta alla Lombardia che registra 28 casi di Morti Bianche seguita da Emilia Romagna (27 decessi), Sicilia e Veneto (entrambe con 24 vittime).

I dati per provincia, invece, posizionano al primo posto Roma, con 12 casi registrati e un indice di incidenza sugli occupati pari a 6,8. Subito dopo si trovano Pescara e Torino, entrambe con 11 casi e, al terzo posto, L’Aquila con 8. Analizzando la graduatoria in base all’indice di incidenza sugli occupati, il Sud e le Isole risultano essere le aree maggiormente colpite dal triste fenomeno delle  Morti Bianche con un valore pari al 20,9 e 14,1. Segue il Nord Est con un indice del 12,2. Le  morti bianche che hanno coinvolto gli uomini sono state 250 pari al 92,3% dei casi, mentre il restante 7,7% è rappresentato dalle donne con 21 casi registrati.

Il settore economico non è determinabile per il maggior numero di infortuni mortali sul lavoro (104 casi, pari al 38,4%). Gli altri ambiti più colpiti sono le Costruzioni e le Attività Manifatturiere (39 e 36 casi). Al fine di promuovere e diffondere la Cultura della Sicurezza sul lavoro, ci auguriamo che il comunicato e le tabelle statistiche possano diventare non solo un utile strumento di lavoro per Voi ma anche una fonte di riflessione e di analisi di fronte alla grave situazione che colpisce la nostra Penisola. 

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