Cronaca

Morti sul lavoro, Treviso nona provincia in Italia nel 2015

Lombardia, Toscana, Campania e Veneto le regioni con più morti bianche. Il presidente dell'Osservatorio: "Numeri terrificanti"

TREVISO In sette mesi 643 vittime. È il tragico bilancio delle morti sul lavoro in Italia nell’ultimo anno. E la provincia di Treviso, tra tutte, si piazza al nono posto della triste classifica, con dieci decessi. La maglia nera va a Roma, con 24 morti bianche, seguita da Milano (20), Bari (16), Napoli (15), Brescia (12), Salerno (11), Palermo, Torino. In totale sono 171 i lavoratori che hanno perso la vita in itinere e 472 in occasione di lavoro, con un aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno pari al 9,5 per cento, secondo un’indagine dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineerind di Mestre, sulla base dei dati Inail.

Numeri terrificanti – osserva Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio - che narrano una morte quotidiana con una media di oltre 90 vittime al mese. Incomprensibile come ancora non vengano consegnate risposte concrete a questa che è una piaga sociale ‘conclamata’ dove le morti, molto spesso, non sono dovute ad una tragica fatalità, ma sono piuttosto la conseguenza più tremenda e visibile della scarsa diffusione della cultura della sicurezza”. La Lombardia, anche questa volta, è la regione maggiormente colpita con 70 vittime in occasione di lavoro, seguita dalla Toscana (46), dalla Campania (43), dal Veneto (42), dal Lazio (39), dall’Emilia Romagna (36) dalla Sicilia (35) e dal Piemonte (33). Seguono: Puglia (29), Abruzzo (16), Marche (15), Trentino Alto Adige (14), Umbria (12), Friuli Venezia Giulia, Calabria e Sardegna (8), Liguria (7), Basilicata (6) e Molise (5).

A NORDEST IL DATO PEGGIORE Sul fronte del rischio di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa per macroaree, è il Nordest che continua a far rilevare il dato peggiore con un indice di 32,7 contro una media nazionale di 21,1. Seguono: il Sud (31,1), le Isole (23), il Nord Ovest (16,2) e il Centro (15,4).

MOLISE MAGLIA NERA A livello regionale, invece, nei primi sette mesi del 2015 è il Molise ad indossare la maglia nera con un indice di 50,3. E non va meglio in Umbria (33,5) e in Basilicata (33,3).

I SETTORI CON PIU’ VITTIME Il settore delle Costruzioni conta il maggior numero di vittime (59 pari al 12,5 per cento del totale degli infortuni mortali). Al secondo posto le Attività Manifatturiere (11 per cento); al terzo posto Trasporti e Magazzinaggi (9,5 per cento). Al quarto, invece, troviamo il Commercio all’ingrosso e al dettaglio, Riparazione autoveicoli e motocicli con il 7,4 per cento delle vittime.

LE VITTIME Quarantenni e cinquantenni i lavoratori più spesso coinvolti dagli infortuni mortali. Per la precisione il 36,7 per cento di tutte le vittime del Paese aveva un’età compresa tra i 45 e i 54 anni e il 23,9 per cento tra i 55 e i 64 anni. Le donne che hanno perso la vita nei primi sette mesi dell’anno in occasione di lavoro sono state 27. Gli stranieri deceduti sul lavoro sono 77, pari al 16,3 per cento del totale.

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